Christian De Sica rivive a teatro gli incontri della sua vita e gli aneddoti della sua grande carriera, accanto a lui sul palco Pino Stabioli, brillante interprete d’eccezione e cerimoniere dello show, che dialoga con l’artista.
Lo spettacolo mostra De Sica allo specchio, uomo e interprete: figlio, poi padre, marito e artista eclettico; contiene monologhi irresistibili e storie commoventi che riguardano il papà Vittorio, l’infanzia e il cinema di Natale che ha accompagnato la storia italiana negli ultimi 30 anni.
Si tratta di un evento, prodotto da Niccolò Petitto, è scritto da Christian De Sica, che ne cura anche la regia, e da Raffaello Fusaro. Nel corso dell’opera, emerge il suo talento raro, ciò gli consente di passare con leggerezza dal racconto del curioso incontro con un’attempata Wanda Osiris, al ricordo del liceo con Carlo Verdone, alternando con la sua splendida voce interpretazioni di pezzi swing italiani e stranieri con le intramontabili note di Sinatra. Accompagnato al pianoforte dal Maestro Riccardo Biseo, Christian racconta De Sica emozionando, cantando, divertendo ed entusiasmando. “Christian racconta Christian De Sica” è distribuito da Berti Live in collaborazione con Concerto Music ed è organizzato in Sicilia da Show Biz.
Commenta De Sica: “in scena, più che Christian De Sica c’è Christian. Racconto tutto quello che m’è capitato. Ho avuto la sfortuna di essere stato concepito da mio padre a 51 anni e, quindi, di non averlo potuto avere accanto quanto avrei voluto, ma anche la fortuna di poter conoscere, grazie a lui, personaggi straordinari. Gente come Ava Gardner, Charlie Chaplin, la Loren, Montgomery Clift. Perfino Wanda Osiris. La fregatura è stato perdere mio padre a soli 23 anni, chissà quanti consigli avrei potuto chiedergli e quante paure avrebbe saputo togliermi. Lo ricordo ancora la mia sera del debutto allo Sporting di Montecarlo. Avevo 22 anni e me la facevo sotto. Fu Josephine Baker a tranquillizzarmi offrendomi un bicchiere d’acqua. In sala, oltre ai miei, c’erano Grace Kelly e Ranieri di Monaco, Sergio Mendes, Rudolf Nurejev e Gene Kelly. Andò benone e piovvero pure dei fiori sul palco. Il commento di papà? Posso morire tranquillo, lo sai fare”.



