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Ilaria Di Roberto (scrittrice 31enne di Cori in Provincia di Latina): “Da poco è uscito il mio libro -Tutto ciò che sono-, ho fatto molto chiasso, affinché la giustizia accelerasse il corso delle indagini ed io potessi trovare pace una volta per tutte per la mia vicenda di… bullismo, disturbi alimentari, revenge porn, cyberbullismo, stalking, diffamazione, truffe e persecuzioni perpetrate da parte di una setta catanese che mi ha irretita nel 2020, spacciandosi per società”

"E' UNA SILLOGE PUBBLICATA DA EUROPA EDIZIONI CHE AFFRONTA DA VICINO IL MIO VISSUTO PERSONALE, METTENDOLO AL SERVIZIO DI OGNI DONNA VITTIMA DI VIOLENZA CON IL CHIARO INTENTO DI RESTITUIRE AL MIO DOLORE UN'IDENTITA"

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“Da poco è uscito il mio libro -Tutto ciò che sono-, ho fatto molto chiasso, affinché la giustizia accelerasse il corso delle indagini ed io potessi trovare pace una volta per tutte”.

Ecco come l’autrice spiega la sua opera:

  • questo testo nasce come tentativo di restituire un’identità ma soprattutto una dignità a quello che è il mio dolore un dolore comunque configurandosi a seguito di un trascorso di abusi e di violenze. Ma la mia non è solo questo. Ilaria è anche una scrittrice dopo aver subito violenza si è impegnata anche nel campo dell’attivismo è una ballerina. In passato ha lavorato anche come modella Ilaria a 360 gradi senza chiedere senza dare delucidazioni né comprensione senza pregiudizio. Ilaria è tante cose insieme non è solo una vittima;
  • io sono stata vittima come detto di revenge porn cyberbullismo. Revenge porn, ovvero la diffusione illecita di immagini a stampo pornografico che sovente viene condivisa con i propri partner o con i propri amici e quindi una diffusione fatta senza consenso della vittima. Io decido in nome dell’amore che provo dei sentimenti che provo di condividere la mia sessualità con te. Tu vai a violare quel patto di fiducia e siglato tra i due e vai a condividere quelle foto che ti erano state mandate con i tuoi amici o in rete;
  • lo stalking si configura attraverso l’ausilio di dispositivi elettronici quindi viene perpetrato nella rete l’immediatezza della rete fa in modo che queste informazioni vengano diffuse a più non posso;
  • il mio messaggio, lo rivolgo sempre non alle vittime ma ai carnefici ossia i veri autori della violenza. Quindi questo libro in cui ho parlato, non è rivolto solamente alle vittime sì in un certo senso il mio messaggio consiste in  speranza di ribellione e di disfacimento di determinati stereotipi relativi al nostro ruolo ma indirizzo tutto agli uomini che commettono violenza a danno delle donne;
  • la verità o la bugia è aperta. Diciamo che ci sono molte lacune, a livello giudiziario il bullismo purtroppo ancora non ha assunto un’identità nel nostro panorama giuridico. Non esistono delle misure preventive per gli adulti quindi non esiste neanche il reato di cyberbullismo e diciamo che no non sono stata aiutata affatto anche perché io ho sporto più di venti denunce. Gran parte di queste sono state archiviate e le persone diciamo che hanno commesso questi reati a mio danno sono stati graziati in un certo senso io sono stata indagata per dei reati che non ho commesso;
  • a mio avviso secondo me è da rovesciare l’intero paradigma e tutto il sistema che ruota attorno alle narrazioni che riguardano gli episodi di violenza iniziale in primis bisogna parlare non di violenza sulle donne ma di violenza maschile. Esiste ovviamente anche un tipo di violenza al femminile ma si tratta comunque di casi sporadici che si dissociano da quelle che sono le dinamiche che ruotano attorno ai reati di violenza maschile. Inoltre io personalmente…, istituirei alcuni corsi obbligatori di educazione alla parità di genere già a partire dalle scuole e oltre a questo ovviamente anche prevedersi la partecipazione dei rappresentanti dell’associazionismo, ma soprattutto dei componenti delle reti psicologiche che vengano messe a servizio delle vittime. Io sono anche in psicoterapia. Lo sono tuttora perché ho tentato il suicidio due volte a causa di questa situazione. Quindi deve esserci sostegno per le vittime ed anche la rieducazione per i carnefici;
  • c’è l’esistenza di un monologo intitolato come eri rivestita che è la domanda alta che viene diciamo rivolta spesso alle vittime di violenza. Come è rivestita o signora appuntato. Questo è sufficiente per estirpare un reato pullover blu jeans se la memoria non mente. Era l’una di notte non c’era gente nessuna testimoni del fatto. Poco più avanti c’era solo un gatto. La strada era buia, il lampione era rotto non ho visto nulla in casa mia si è introdotto come rivestita illustri. Signore se per lei questo è un movente per me è un disonore può garantirci che senza questo abbigliamento non sarebbe mai iniziato questo mio tormento. Se lei me lo conferma Io sono più sicura perché mi creda non ho mai provato tanta paura. Si è accanito sul mio corpo sul mio volto ormai rame segnato dalle botte di una mano infame come è rivestita. Lei mi domanda ancora. Tuttavia vi assicuro non l’ho mai visto prima di allora nessuna storia nessun precedente nessuna malizia o vestiti indecenti, si è accanito con vigore i suoi pugni chiusi mi ha sbattuta contro il muro avevo gli occhi chiusi. Nessuna persona è intervenuta in mio aiuto la prego non mi chieda se mi sia piaciuto, come è rivestita, il dolore è stato tanto. Non riuscivo a guardarlo sono scoppiata in un pianto ho cercato di scappare senza alcuna uscita, ma in fondo a lei che importa è soltanto la mia vita è impresa assai difficile definire la paura quella linea sottile tra la vita e la rottura. Mi ha sbattuto contro il muro senza alcun tentennamento ho implorato invano di salvarmi da quel tormento. Come è rivestita. Mi perdoni signore ma non le sembra ancora il caso di mitigare il mio dolore se non è sufficiente la dico tutta mi ha buttata sul letto, la mia anima era distrutta sempre con le mani la bocca mi copriva. Volevo gridare aiuto ma mi urlava. Fu in quel momento che col suo pugno chiuso mi colpì in un occhio e del mio corpo fece abuso. Come è rivestita lei insiste ancora anziché proteggermi mette in dubbio la mia parola. Nel giro di poco me lo sono trovato addosso mi ha afferrato per le gambe, poi in faccia mi ha percosso fu proprio nel momento in cui ha abbassato i pantaloni io smisi di pregare e a nulla sono servite le mie emozioni. In quell’attimo con la sua virilità preparò il mio corpo come rivestita. Non immagina il dolore tutto quello che ho provato non fa rima con amore nessuna parola sarà mai sufficiente per descrivere l’impronta di un colore ormai latente. C’è anche chi ha insinuato, che me la sia cercata. In fondo cosa c’è di meglio che essere violentata. Funziona così…, oltre al danno la beffa. Io ormai ci ho rinunciato come è rivestita forse lei non mi crede. Mosso dal dubbio che io sia qui in malafede ho radunato il mio coraggio riesumando il mio calvario per un pelo di giustizia al di là di un onorario. Lei non immagina quanto mi è costato venire a raccontare tutto quello che ho passato. Forse denunciare è solo un’idiozia. Se lei me lo conferma, sui tacchi e vado via come è rivestita lei non si arrende. Ma arrivato a questo punto ormai non mi sorprende. Sa questa denuncia io la voglio fare per vendicare la mia vita non saprei dove altro andare. Per cui appuntato, mi faccia questa cortesia accolga la mia supplica non mi chieda di andar via, non come è rivestita. Ormai è giunta l’ora di andare sta arrivando altra gente;
  • qui’ si può trovare questo scritto… sul book Storia di Roma Edizioni una casa editrice su tutti i digital store online e nelle librerie. Alla prossima ciao a tutti.

Tutto ciò che sono – Ilaria Di Roberto