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“Il pranzo è servito: Non siamo nello studio della famosa trasmissione di Corrado ma alla Messina Social City che continua a distribuire pasti freddi, miseri e inadeguati ai propri assistiti”

LO DICE IN UNA SUA ODIERNA NOTA, LA SENATRICE MESSINESE AFFERENTE AL GRUPPO SENATORIALE DI 'ITALIA VIVA' PRESSO 'PALAZZO MADAMA' A ROMA

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“Il pranzo è servito: Non siamo nello studio della famosa trasmissione di Corrado ma alla Messina Social City che continua a distribuire pasti freddi, miseri e inadeguati ai propri assistiti”. A dirlo in una sua odierna nota, è la senatrice messinese afferente al Gruppo senatoriale di ‘Italia Viva’ presso ‘Palazzo Madama’ a Roma.

Aggiunge la parlamentare: “nei giorni scorsi la Social City ha diffuso un lungo comunicato nel quale si vantava di avere realizzato la prima Welfare Community della Sicilia! Leggendo il comunicato ho pensato alle sagge parole della mia maestra delle elementari che ammoniva sempre dicendoci che chi si loda si imbroda”!

Prosegue la Musolino: “e dalle immagini pubblicate da MessinaOra.it ora risulta chiaro che la Messina Social City avrebbe ben poco di cui lodarsi…! Allora mentre ancora aspetto le risposte alle domande che avevo fatto due settimane fa, stavolta ne faccio due semplici semplici e la risposta la chiedo a Voi che leggete… ‘-come spende la Messina Social City i 300mila euro che il Comune le paga per dare da mangiare alle persone bisognose? -Ci meritiamo davvero un servizio così scadente?’!

Sottolinea la Musolino: “Papa Francesco più volte ha ammonito contro la ‘cultura dello scarto’, cioè contro quella cultura secondo la quale -La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora – come il nascituro –, o non serve più – come l’anziano-“.

La Musolino conclude: “in attesa che vengano adottati i provvedimenti che in qualsiasi azienda sarebbero già stati disposti nei confronti di chi consente che vada avanti questo servizio di ristorazione, chiarisco che io continuerò ad occuparmi di Messina perché è la mia città e come Senatrice della Repubblica, oltre che come cittadina, è mio dovere morale occuparmene”.