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Assolta in appello con formula piena – perché il fatto non costituisce reato – Tiziana Favullo, l’avvocato andriese arrestata nell’ambito dell’inchiesta per estorsione che ha coinvolto il clan Pesce

LA DONNA ERA STATA CONDANNATA IN PRIMO GRADO A 4 ANNI, 10 MESI E 20 GIORNI, VERDETTO RIBALTATO DALLA DIFESA COSTITUITA DAL LEGALE MARIO MALCANGI

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Testo…, tratto da… www.andrialive.it!

Assolta in appello con formula piena – perché il fatto non costituisce reato – Tiziana Favullo, l’avvocato andriese arrestata nell’ambito dell’inchiesta per estorsione che ha coinvolto il clan Pesce. La donna era stata condannata in primo grado a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni, verdetto ribaltato dalla difesa costituita dal legale Mario Malcangi.

«Finalmente è emersa una verità che in primo grado non è mai stata presa in considerazione – ha dichiarato Favullo, per cui è stata revocata, oltre alla misura cautelare, anche l’interdizione dai pubblici uffici e, certamente, ordinata l’immediata liberazione –. Non mi sento rinata – ha aggiunto – perché non sono mai morta. Amo il diritto e, soprattutto, quello di famiglia che è ciò di cui mi occupo prevalentemente, e non ho mai avuto dubbi sulla giustizia».

«Era una parentesi mediatica che doveva fare il suo corso – ha precisato –. Dedico questo risultato a mio figlio ma devo tutto all’avvocato che mi ha difeso in appello, Mario Malcangi, che ha saputo leggere non solo le carte ma anche una coscienza. Non vedo l’ora di ritornare a svolgere la mia professione perché – conclude – non ho fatto l’avvocato, io sono un avvocato».

Per Giuseppe Loconte, invece, condannato in primo grado a sei anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione, è stata rideterminata la pena.