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‘Il profilo è quello di Stefano Addeo, classe 1960, professore di tedesco in una scuola superiore nella provincia di Napoli, quello da cui è partito il messaggio inqualificabile con il quale si augurava la morte della figlia della premier, Giorgia Meloni’

LO HA VERIFICATO LA POLIZIA POSTALE CHE STA COMPIENDO GLI ACCERTAMENTI IN QUESTE ORE E CHE PROVVEDERÀ ALLA SEGNALAZIONE ALLA MAGISTRATURA

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Testo…, tratto da… (https://www.facebook.com/100044323275023/posts/1242803543873743/?app=fbl)!

‘Il profilo è quello di Stefano Addeo, classe 1960, professore di tedesco in una scuola superiore nella provincia di Napoli, quello da cui è partito il messaggio inqualificabile con il quale si augurava la morte della figlia della premier, Giorgia Meloni’. Lo ha verificato la Polizia postale che sta compiendo gli accertamenti in queste ore e che provvederà alla segnalazione alla magistratura.

Bisognerà accertare se il profilo è gestito direttamente dal docente. Quello che è emerso è che si tratta di un profilo iper utilizzato, con foto private e diversi attacchi anche di tipo politico al governo e non solo. Inoltre l’utente ha interagito con chi gli chiedeva spiegazioni su quanto scritto, in qualche maniera rivendicandolo.

A segnalare il post è stato il partito della premier, Fratelli d’Italia. Che con un cartello sui social ha denunciato il messaggio shock: “Auguro alla figlia di Meloni la sorte della ragazza di Afragola” coprendo però l’identità dell’autore ma facendo notare il suo lavoro al ministero dell’Istruzione e del merito di Giuseppe Valditara. Per la precisione, si tratta appunto di un professore della provincia di Napoli che non lavora al ministero di viale Trastevere.

Meloni ha subito replicato: “Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza”.

Alla premier sono arrivati messaggi bipartisan di solidarietà, dagli esponenti del suo governo fino all’opposizione.