“Un pedaggio illegale pagato per oltre mezzo secolo: Una truffa toponomastica, con ricevute e segnaletica false… e un disservizio quotidiano che blocca gli automobilisti ai varchi automatici”. È questa la denuncia durissima, che arriva da Mario Biancuzzo, ex presidente e consigliere della 12ª e 6ª circoscrizione di Messina, che ieri (26 ottobre 2025) ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Prefetto di Messina e al Presidente della Società Stretto di Messina.
L’oggetto della missiva è uno solo: l’eliminazione immediata del casello in località Ponte Gallo e Biancuzzo scrive (a nome di ’25mila cittadini’): “Chiedo l’immediata eliminazione del pagamento del pedaggio, che chiamano falsamente ed ingannevolmente Villafranca. Villafranca è un altro Comune distinto e distante. La bretella ricade interamente all’interno del Comune di Messina“.
Prosegue Biancuzzo: “Ai cittadini verrebbe rilasciato un attestato di pagamento falso e la stessa segnaletica stradale è definita falsa. Vi è una inerzia delle istituzioni, soprattutto alla luce delle recenti decisioni governative… accertato che c’è l’ok del Consiglio dei Ministri, è quindi una Legge dello Stato”.
Biancuzzo aggiunge (in quello che è un appello diretto alla Società Stretto di Messina affinché ‘proceda immediatamente’ alla stipula dell’accordo con il Consorzio Autostrade Siciliane [CAS] per interrompere l’esazione): “Per questo, non c’è motivo di attendere l’apertura dei cantieri per la realizzazione del ponte“.
Biancuzzo denuncia i disservizi tecnici che definisce ‘costanti’ e nella sua segnalazione sottolinea che: “Esistono frequenti anomalie al passaggio del pagamento in uscita per il mal funzionamento del casello self service”.
Il sottoscrittore di questo Atto cita un episodio avvenuto domenica mattina: “Un automobilista mi ha riferito che giunto nei pressi del casello in uscita, (intorno all’una), è rimasto incolonnato per oltre trenta minuti. Le cause? Macchinette che ‘non quantificano perfettamente le monete introdotte’, ‘blocco meccanico della barra’ o sbarre che rimangono alzate… il tutto, aggravato dalla mancata presenza di un operatore che debba assistere l’utenza”.
In conclusione Biancuzzo chiede perentoriamente di: “Smantellare una barriera mangia soldi che tiene sequestrati i messinesi nella loro stessa città. Una barriera che, da oltre 53 anni uccide la libertà e continuità territoriale alla faccia della Costituzione Italiana”.



