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“Siamo qui perché lo Stato sta fallendo sui bambini: E quando lo Stato fallisce sui bambini, non è un errore… è una colpa… da anni assistiamo a figli sottratti ai genitori senza prove, senza contraddittorio, senza ascolto… decisioni prese sulla base di relazioni ideologiche, interpretazioni arbitrarie, poteri esercitati senza controllo e senza conseguenze”

IN UNA NOTA ODIERNA, LO RIFERISCE FRANCESCO NAPPI DI LOANO (SAVONA), VICE SEGRETARIO VICARIO NAZIONALE DEL PARTITO 'SOVRANISTI PER L'ITALIA E PER LE LIBERTÀ' E PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE 'LA MIA ISOLA CHE NON C'È'

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“Siamo qui perché lo Stato sta fallendo sui bambini: E quando lo Stato fallisce sui bambini, non è un errore… è una colpa… da anni assistiamo a figli sottratti ai genitori senza prove, senza contraddittorio, senza ascolto… decisioni prese sulla base di relazioni ideologiche, interpretazioni arbitrarie, poteri esercitati senza controllo e senza conseguenze”. In una nota odierna, lo riferisce Francesco Nappi di Loano (Savona), vice segretario vicario nazionale del Partito ‘Sovranisti per l’Italia e per le Libertà’ e presidente dell’Associazione ‘La mia Isola che non c’è’!

Così continua il testo diffuso da Nappi
“Servizi sociali e tribunali minorili non sono intoccabili. Non sono infallibili. E soprattutto non sono al di sopra della legge. Un assistente sociale che sbaglia su un bambino rovina una vita. Un giudice che firma alla cieca distrugge una famiglia. E chi distrugge una famiglia deve risponderne.
Per questo annunciamo oggi, che seguirà una proposta di legge di iniziativa popolare per una riforma radicale e drastica del sistema”.

“Una riforma che tolga la qualifica di pubblico ufficiale agli assistenti sociali, perché un potere così enorme non può esistere senza responsabilità reale. Chi sbaglia sui bambini non può cavarsela con una promozione o un trasferimento. Chi sbaglia sui bambini deve pagare. E quando l’errore è grave, consapevole o reiterato, deve pagare anche con la galera, come ogni cittadino davanti alla legge”.

“Perché i bambini non sono proprietà dello Stato. Le famiglie non sono un problema da gestire. E la tutela non è un alibi per l’abuso di potere. Non ci fermeremo finché questo sistema non verrà smantellato e ricostruito sulla verità, sulla giustizia e sulla responsabilità. Perché chi tocca i bambini deve sapere che non resterà impunito”.