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Una notte interminabile, scandita da boati, oggetti che volavano via, alberi abbattuti e blackout a macchia di leopardo: il vento, con raffiche che hanno superato i 100 chilometri orari, ha flagellato la costa e l’entroterra trasformando la notte tra paura e veglia forzata per migliaia di messinesi

SUI SOCIAL, MENTRE LA BUFERA INFURIAVA, È STATO UN SUSSEGUIRSI DI TESTIMONIANZE IN TEMPO REALE... UNA SORTA DI CRONACA COLLETTIVA DI UN’EMERGENZA VISSUTA CASA PER CASA

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Articolo… tratto da, www.gazzettadelsud.it!

Una notte interminabile, scandita da boati, oggetti che volavano via, alberi abbattuti e blackout a macchia di leopardo: il vento, con raffiche che hanno superato i 100 chilometri orari, ha flagellato la costa e l’entroterra trasformando la notte tra paura e veglia forzata per migliaia di messinesi. Sui social, mentre la bufera infuriava, è stato un susseguirsi di testimonianze in tempo reale… una sorta di cronaca collettiva di un’emergenza vissuta casa per casa.

Vale racconta: «Notte da incubo a Santa Lucia, siamo senza luce da ieri sera». Rita segnala un albero caduto in zona Minissale, mentre Rosetta, da Galati, confessa: «Ho pregato tutta la notte».

Alessandro descrive scene da film: «Vi parlo da un Hotel della zona Sud: vento di bufera, porte e finestre che si aprono da sole, piante a terra». Pino segnala un albero abbattuto all’Annunziata, con carreggiate impraticabili, mentre Ivana racconta di un’antenna spezzata finita sulla caldaia.

La paura corre anche ai piani alti: Anna, in via degli Orti, scrive di non avere il coraggio di aprire la tapparella, tra tonfi continui provenienti dai balconi. Giuseppe invita alla massima prudenza lungo l’Autostrada A18 Messina–Catania: «Alberi e rami ovunque».

Cadono alberi anche alla Piazzetta Castronovo, pali della luce piegati allo svincolo di San Filippo, tettoie volate via a Santa Margherita e Mili, danni ai condomìni in zona Gazzi. Carla, dal centro, parla di una notte “peggio di un uragano”, mentre Mauro confessa: «Non c’è stato un secondo senza vento, non ho chiuso occhio».

Il blackout ha colpito diverse aree: Camaro Superiore, Forte Petrazza, Sant’Anna, Mili San Marco, Giampilieri Superiore. In molti descrivono rumori assordanti, finestre che tremano, balconi devastati. «Mai visto nulla di simile in 42 anni di vita», scrive Alessandro. «È impossibile dormire, fa paura», aggiunge Venera. Barbara sintetizza il sentimento comune: «Vedo che siamo in tanti a non chiudere occhio». Alessia parla di “incubo” a Giampilieri Marina.

Tra inviti alla prudenza, richieste di informazioni sui traghetti e appelli alla protezione divina, emerge un dato chiaro: la città è rimasta sveglia, unita dalla stessa paura. «Tutta Messina sveglia nel terrore», scrive Federica. «Domani si conteranno i danni», commenta Natale, dando voce a un pensiero condiviso.

All’alba, con il vento ancora presente in alcune zone, resta il bilancio provvisorio di alberi crollati, infrastrutture danneggiate, auto colpite e lunghe ore senza elettricità. Ma soprattutto resta il ricordo di una notte che molti definiscono già “storica”: una delle più violente mai vissute, raccontata minuto per minuto direttamente dalle finestre e dai telefoni dei messinesi.