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‘La Bruzzone mi ha rovinato la vita». «Ma quale stalking, l’unica perseguitata sono io». Continua sulle pagine dei quotidiani, questa mattina, la guerra a distanza tra Elisabetta Sionis, pedagogista, consulente in diversi casi di cronaca nera e giudice del tribunale di Cagliari, e Roberta Bruzzone, criminologa attivissima in tv e sui social’

SIONIS DENUNCIA DI ESSERE STATA VITTIMA DI STALKING DA PARTE DI BRUZZONE, E LA CRIMINOLOGA TV ORA RISCHIA IL PROCESSO INSIEME AD ALTRE TRE PERSONE: LE CONTESTAZIONI DEL SOSTITUTO PROCURATORE DI CAGLIARI GILBERTO GANASSI SONO RICOSTRUITE NEGLI ATTI DI UN’INCHIESTA DURATA TRE ANNI, CHE ORA È ARRIVATA A CONCLUSIONE, CON LA TRASMISSIONE DEL FASCICOLO ALLA PROCURA DI ROMA

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Testo… tratto dalla Pagina Facebook del giornalista siciliano ‘Salvo Sottile (https://www.facebook.com/salvosottile), scritto da Valentina Santarpia ed estratto dal Corriere della Sera.

‘La Bruzzone mi ha rovinato la vita». «Ma quale stalking, l’unica perseguitata sono io». Continua sulle pagine dei quotidiani, questa mattina, la guerra a distanza tra Elisabetta Sionis, pedagogista, consulente in diversi casi di cronaca nera e giudice del tribunale di Cagliari, e Roberta Bruzzone, criminologa attivissima in tv e sui social’.

Sionis denuncia di essere stata vittima di stalking da parte di Bruzzone, e la criminologa tv ora rischia il processo insieme ad altre tre persone: le contestazioni del sostituto procuratore di Cagliari Gilberto Ganassi sono ricostruite negli atti di un’inchiesta durata tre anni, che ora è arrivata a conclusione, con la trasmissione del fascicolo alla Procura di Roma.

Gli approfondimenti che coinvolgono Bruzzone delineerebbero una sorta di modus operandi del gruppo, messo in atto da profili fake sui social, creati per demolire la credibilità dei «nemici» coinvolti nei casi di cronaca e influire mediaticamente sulle inchieste.

Accuse che Bruzzone respinge «totalmente», sostenendo che la parte offesa «è indagata dalla procura di Roma per atti persecutori, falsa testimonianza, calunnia, diffamazione aggravata e reiterata in concorso proprio ai miei danni».

Bruzzone afferma, in un’intervista a Repubblica, che sono state «scritte cose non vere»: «Si tratta di una vicenda complessa che ha radici lontane nel tempo: nasce dal tentato femminicidio di Valentina Pitzalis e dal processo per la morte di Manuel Piredda. Sionis era consulente, sosteneva che la vittima fosse Piredda e lo sostiene tuttora, nonostante l’archiviazione.

Forse dopo quel clamoroso fallimento professionale, nel quale riponeva ambizioni di carriera, mi ha trasformato nel suo bersaglio», dice la criminologa.
Anche Sionis ammette, parlando al Giornale, che l’inizio dello scontro sia nato «per aver svolto il mio ruolo di consulente nel caso relativo alla morte misteriosa di Manuel Piredda, il quale, secondo quanto stabilito dai periti del gip, sarebbe stato attinto dalle fiamme dopo il decesso e non prima, nello stesso rogo in cui restò sfigurata l’allora moglie Valentina Pitzalis.

E per essermi permessa di cercare la giustizia per la famiglia di Manuel, mi hanno così massacrata da sentirmi in colpa per aver tolto la serenità alla mia di famiglia». Massacro? «Mi vengono contestati sei post in quattro anni. Parlare di atti persecutori è quantomeno eccessivo», si difende Bruzzone. «Ho dovuto sopportare gravi soprusi, anche il marchio del carnefice, mentre vedevo la mia vita rovinata» si sfoga invece la presunta vittima.

«Non voglio entrare nel merito di quanto andrà a definirsi in sede giudiziaria, ma sottolineo il sentimento di paura che determinate dinamiche innescano in chi le subisce come me. Soffro di stress post traumatico e vengo assalita dall’ansia se vedo facce che non conosco, perché certe condotte diffamatorie possono armare anche i folli. Sono costretta a subire minacce e reiterate offese alla mia professionalità, alla mia persona e alla mia famiglia», spiega Sionis.

Bruzzone rimanda pari pari le accuse al mittente: «Non siamo stati noi a organizzare attacchi, noi li subivamo da persone in carne e ossa e da profili fake: denunce, offese personali e alla mia famiglia, accuse deliranti di istigazione al femminicidio, di uccisione di animali, di corruzione di procure, di frode processuale. Dietro alcuni di questi c’è Sionis».

Poi ammette, la criminologa, di aver scritto frasi non proprio gentili nei confronti di Sionis, ma ridimensiona: «Sono sfoghi animati, certo non gentili, motivati dal fatto che tutti i giorni ero bombardata di offese e profili fake di ogni tipo. Quando Giovanni Langella (un altro dei coindagati, ndr) scrive “Non ce ne libereremo mai”, lo fa perché avevamo l’impressione di avere davanti una persecutrice. Quando dico che “si merita un malaccio”, uso un’espressione brutta, è vero, ma mica dico che voglio farla fuori o mi attivo per causarle qualcosa di brutto. Ripeto: sono sfoghi di persone esasperate che vanno contestualizzati».

Insomma alla fine Bruzzone sostiene di essere lei la vittima di stalking: «In questo come in un’altra ventina di procedimenti in cui sono parte offesa. Posso dimostrare di essere oggetto di condotte diffamatorie dal 2019 e non ho nessun problema a portarle in tribunale. Negli ultimi tre mesi ho contato 120 post che mi chiamano in causa o alludono chiaramente alla mia persona».

L’aspetto più delicato della vicenda è legato alla figlia di Sionis tirata in ballo
«Che si parlasse di questa ragazzina è privo di fondamento. Anche dei fotomontaggi non so nulla né conosco la persona alla quale vengono attribuiti», dice Bruzzone. Sionis però racconta di vivere «in un incubo ormai da quasi dieci anni, nella paura che qualcuno possa fare del male a me e alla mia famiglia, soprattutto alla mia bambina, che a causa di questa vicenda ha avuto ripercussioni anche sulla salute. Ora che la verità comincia a venire a galla, sto tentando di riprendere in mano la mia vita, di tornare a una quotidianità stravolta da una persecuzione costante, però è difficile riuscire a gestire vicende così dolorose quando sai di non aver fatto nulla di male, ma che tutto questo accanimento si è scatenato per intralciare un percorso verso la verità per la famiglia Piredda, nel quale credo ancora fermamente».

Sarà l’iter giudiziario a definire la verità sui fatti? Si spera. Bruzzone già avvisa che «l’avviso di conclusione indagini è viziato: Roma, dove è stato trasferito il fascicolo, è l’unico foro competente, la procura di Cagliari è incompatibile. Inoltre nel 2019 il gip aveva dichiarato di doversi astenere per una pregressa amichevole frequentazione con Elisabetta Sionis, ma nel 2021 ha firmato gli atti dello stesso procedimento. E io non sono mai stata ascoltata dal titolare del fascicolo».

Che alla fine sia tutta una guerra di invidie a colpi di social? «Io faccio questo lavoro in modo documentato da 26 anni. Non provo invidia per nessuno», sbotta Bruzzone. Sionis, però, non ha perso la speranza: «Oggi rinnovo la mia fiducia nella giustizia».