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Maura Manca (Ona): “Qualche giorno fa suggerivo sarcasticamente ai docenti di munirsi di una bella assicurazione sulla vita, che copra anche i danni fisici e morali”

"UN PROFESSORE, NON PUO' GESTIRE IN UNA SINGOLA CLASSE TUTTI I DISTURBI EMOTIVI E COMPORTAMENTALI DEGLI ALUNNI"

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La presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenti, dottoressa Maura Manca, in una nota evidenzia: “qualche giorno fa suggerivo sarcasticamente ai docenti di munirsi di una bella assicurazione sulla vita, che copra anche i danni fisici e morali. Un ragazzino di scuola media che era già stato segnalato per problemi del comportamento, un’altra storia già scritta, sferra un pugno in faccia ad una professoressa”.

“Un professore non può gestire in una singola classe tutti i disturbi emotivi e comportamentali degli alunni, nonché dell’apprendimento, stare attento al bullismo, a chi ha problemi a casa e portare avanti i programmi ecc… il problema non è solo la numerosità della classi, è il tasso di problematicità di tanti ragazzi che vengono parcheggiati dalla famiglia nella scuola con la speranza che un docente svolga anche un ruolo genitoriale e che in qualche modo riesca a rieducarli visto che loro in qualche modo non ci sono riusciti. Non so più come dirlo che non serve a un cazzo fare convegni su convegni nelle scuole quando vivono in una bolgia quotidiana”.

“Serve contenimento e non può gravare tutto sulle spalle di un docente, anche perché la maggior parte sono delle persone eccezionali, ma altri dovrebbero stare a casa e non dietro una cattedra a fare più danni. Servono risorse vere nella scuola, è cambiata la società, sono cambiate le esigenze, le famiglie, la scuola è vecchia e i problemi sono nuovi. Servono competenze e invece non ci sono risorse da investire sui bambini e adolescenti, si lasciano allo sbaraglio e si salvi chi può. Psicologi, educatori, personale ultra specializzato in grado di riconoscere ed intervenire, non tuttologi, non personale che non sa neanche da dove partire, che ha paura di prendere denunce da parte delle famiglie, serve anche libertà di intervento”.

“Io che lavoro nelle scuole vedo un degrado pazzesco, un punto di non ritorno, tutto abbandonato a se stesso e tante parole da parte di chi ha la pancia e le tasche piene e non capisce che questi ragazzi e docenti hanno bisogno di aiuto concreto. Non tutte le famiglie si possono permettere le mega scuole da 10-20 mila euro per creare ancora più stigmi sociali e classismo. Dobbiamo dare le stesse opportunità a tutti, anche ai ragazzi che hanno dei disagi, che li portano a scuola sperando che qualcuno si accorga di loro e che sappia come mettergli un freno”.

“Non serve escluderli, cacciarli, punirli ed emarginarli, serve aiutarli e curarli con chi è in grado di farlo. Il problema dell’Italia è l’ignoranza dei formatori che non sanno di cosa stanno parlando e di chi li paga a discapito della salute dei minori”.