Home Sicilia Magazine Messina La follia visionaria, ed il coraggio del cambiamento: “Grazie Serena”

La follia visionaria, ed il coraggio del cambiamento: “Grazie Serena”

A SCRIVERE COSÌ, OGGI POMERIGGIO SU FACEBOOK, E' STATO IL SINDACO DI MESSINA CATENO DE LUCA RIFERENDOSI ALLA CONSIGLIERA PENTASTELLATA GIANNETTO

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A scrivere in tal modo, oggi pomeriggio su Facebook, è stato il primo cittadino di Messina Cateno De Luca.

Ho ricevuto il documento della consigliera Serena Giannetto in merito alla piattaforma -CAMBIO DI PASSO- e sono molto soddisfatto dell’articolata riflessione che è stata messa nero su bianco con grande senso di responsabilità.

Di seguito il testo integrale:

Al Sig. SINDACO dei Messinesi
On.le dott. Cateno De Luca

Oggetto: LA FOLLIA VISIONARIA E IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO – Ris-Rif. Piattaforma programmatica L’INDISPENSABILITÀ DI UN “CAMBIO DI PASSO”!

LA FOLLIA VISIONARIA E IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO

Gentile Sindaco, On.le dott. Cateno De Luca, ritengo doveroso riscontrare la Sua corposa nota contenete la piattaforma programmatica denominata L’INDISPENSABILITÀ DI UN “CAMBIO DI PASSO”! e significarLe quanto di seguito vengo ad articolare e motivare, alla luce dell’analisi e dell’approfondimento che ho avuto la necessità di effettuare con “la base” che rappresento e con “chi” in questo primo anno e mezzo di mandato più da vicino mi ha supportato nei processi di studio, approfondimento e decisione sulle complesse questioni che sono venute alla deliberazione del Civico Consesso.

Con riferimento ai decorsi diciotto mesi di attività amministrativa, offenderei la mia intelligenza, il comune buon senso e, soprattutto, la verità dei fatti se non riconoscessi:
1. l’enorme lavoro che Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale hanno saputo esprimere;
2. i rilevanti risultati conseguiti, tra i quali sento di dovere ricordare:
– il primo importante step di risanamento economico finanziario con la tempestiva approvazione dei relativi strumenti contabili ed il definitivo superamento del rischio dissesto, oggi oggettivamente inesistente, stando ai numeri e alle carte contabili (vedi, da ultimo, bilancio previsionale 2020-2022);
– la partenza di un serio e meritorio contrasto all’elusione e all’evasione tributaria, con relativo incremento delle entrate;
– la piena salvaguardia dei posti di lavoro, con fondamentali stabilizzazioni (servizi sociali e dipendenti comunali su tutti);
– la imponente riorganizzazione della macchina amministrativa comunale, di cui si attendono i primi concreti effetti;
– il potenziamento infrastrutturale ed organizzativo di MessinaServizi per portare a regime il sistema di raccolta differenziata;
– la centralizzazione della questione Risanamento e la individuazione di uno strumento risolutivo agile e potenzialmente efficace;
– l’aumento di capitale di ATM SPA e di AMAM, con i conseguenti benefici effetti sul piano degli investimenti e del miglioramento della qualità dei sevizi;
– il previsto aumento dei posti per gli asili nido;
– il fattivo contributo per il rilancio dell’Ente Teatro.

Offenderei, per altro verso, la mia intelligenza, il comune buon senso e, soprattutto, la verità dei fatti se non riconoscessi che i trascorsi diciotto mesi di attività amministrativa hanno conosciuto anche ombre:
– alcuni risultati programmati, con relative tempistiche, non sono stati pienamente raggiunti: vedi, ad es., il numero di alloggi da consegnare entro il 31/12/2019 da parte di ARISME, il numero e l’importo delle transazioni con i creditori del comune (escluse le partecipate), secondo le preannunziate scadenze e la auspicata massa debitoria da abbattere, le percentuali di raccolta differenziata entro luglio 2019 ……;
– alcune iniziative si sono rivelate fallimentari: vedi, tra tutte, in forma emblematicamente plastica, il villaggio delle luci, il mercatino di Mortelle e, in generale, la smodata fascinazione per le iniziative di sola impronta popolare;
– l’azione amministrativa su alcuni temi fondamentali è del tutto impalpabile: vedi, tra tutte, l’assenza di un piano strategico per il rilancio della vocazione turistica e il disarmante ritardo per la attuazione di un serio programma di rilancio socio-culturale …….;
– la paranoica e iperbolica spettacolarizzazione di alcune azioni di contrasto alla illegalità e alla difesa del decoro, che finiscono con il depauperare il pregio e l’efficacia di azioni anche condivisibili.

Tra le ombre, però, una mi appare obiettivamente allarmante, ossia quella delle sue modalità relazionali e di confronto con il Civico Consesso, caratterizzate da alzate di tono, talvolta a sproposito, talvolta eccessive, tracimando esse ben oltre il ragionevole ed il tollerabile e traducendosi, quale ultimo effetto, in offesa a quella Istituzione Cittadina, il nostro Civico Consesso, che rappresenta la comunità intera, di cui anche Lei fa parte. E Lei, tuttavia, Sig. Sindaco, è uomo intelligente, capace e sensibile e saprà ben far ammenda e correggere risolutivamente quelle insopportabili sbavature, minacce di retro-pedate consiliari comprese!!! Ora, e così vengo al cuore del tema in esame, taluni ritengono che il documento programmatico che Lei ha proposto ai Consiglieri, e qui in osservazione, rientri tra “quelle odiose provocazioni” e traduca “un attentato alla democrazia rappresentativa”.

E costoro, non v’è dubbio, in parte colgono nel segno. Non può sfuggire ad alcuno che il documento “Cambio di Passo!” si traduce in una irrituale mozione di fiducia e in un attacco frontale e irriverente ai partiti e ai movimenti, invocando una soluzione di continuità tra essi e i consiglieri che in essi trovano naturale cittadinanza e vita politica. E non può nemmeno sfuggire ad alcuno che il documento può, surrettiziamente, tradursi in una richiesta di fideistica adesione ad un programma in tutto titolato e rubricato, ma in nulla compiutamente espresso, svuotando e deprimendo la libertà e la dignità di ciascun consigliere. Questi stessi detrattori, tuttavia, in altra diversa parte, quella della croce laica che ciascuno deve sopportare per affermare il bene collettivo, sfuggono all’altro vero obiettivo, a pare mio, prevalente. Invero, ogni fenomeno umano, e quello politico più d’altri, deve essere osservato ed esaminato anche dal versante più scomodo, angusto e scosceso per coglierne ed apprenderne la sostanza vera.

Ed io intendo fare esattamente questo lavoro, con tutti quei cittadini che mi onoro di rappresentare, che mi stanno accanto e che mi sostengono e che, con me e attraverso me, intendono farsi carico di affrontare quel periglio. Ebbene, il documento programmatico in esame è anche, nella sua essenziale ed ultima sostanza, una robusta e provocatoria esortazione a dare velocità efficiente e continuità proficua all’azione amministrativa in corso. Una azione amministrativa che, come ho avuto sopra modo di evidenziare, ha prodotto importanti ed indiscutibili risultati. Una azione amministrativa che, per logica e interesse comune, non può non avere sensata e responsabile continuità. Una nuova corsa alle elezioni sarebbe un ulteriore vulnus al corpo già martoriato della nostra comunità, per il cui salvataggio occorre solidaristicamente e responsabilmente, anche in modo sofferto, non sprecare nemmeno un istante. Ritengo, perciò, senza dubbio alcuno, che quella continuità all’azione amministrativa in corso debba essere assolutamente assicurata. Ritengo, pure, che ciò non debba sostanziarsi in una adesione meccanica, acritica, avalutativa e, quindi, fideistica. L’adesione che le esprimo al documento programmatico si sostanzia, così, nella definita volontà di dare velocità, efficacia e continuità all’azione amministrativa. Quanto alla velocità ed alla efficacia, con le modifiche del Regolamento del Civico Consesso nelle parti condivise, rispetto a quelle da Lei proposte, e che, di seguito, avrò modo di illustrarLe.

Quanto alla continuità dell’azione amministrativa, attraverso una adesione all’impianto cronologico deliberativo da lei programmato, salva e ben salda la libertà di proposta e di integrazione che mi riservo di esercitare, nonché di esame, di analisi, di valutazione e di decisione nel merito di ciascuna delibera. Un impianto cronologico deliberativo che deve mantenere una sua coerenza di fondo rispetto ad una visione unitaria ed ad un efficace piano di rilancio della nostra comunità, senza diversivi o tranelli. Così, le previste delibere di “Fuoriuscita del comune di Messina dalla fondazione TaoArte”, di “Nuovo regolamento di polizia municipale ed applicazione security e safety”, di “Dichiarazione di pubblica utilità dell’area ex Torre Morandi in Villaggio Torre Faro”, di “Approvazione Piano Generale Traffico Urbano – PGTU”, di “Costituzione Fondazione promozione culturale – turistica “Zancle”, di “Approvazione statuto Fondazione “Zancle”, di “Acquisto dell’area ex Torre Morandi in Villaggio Torre Faro”, salvo ovviamente l’esame nel merito di ciascuna, sono astrattamente condivisibili SE avranno un unico filo conduttore, SE saranno parti di un medesimo puzzle destinato a disegnare il futuro sviluppo sociale, economico, vocazionale (turistico) e culturale della città, che Lei avrà cura e dovere di dimostrare. Tanto serve per chiarire che, alla sua chiamata, sento il dovere e il coraggio di rispondere io ci sono, ma sento anche il dovere di riaffermare la mia piena dignità e totale libertà di proporre ovvero di valutare, di integrare e di modificare ciascuna delibera, sia pure osservando il passo veloce che lei invoca per la sua azione amministrativa e che il rilancio della nostra comunità obiettivamente impone.

Non v’è dubbio alcuno che siamo di fronte ad una fase di svolta che può passare inosservata alla cronaca, ma rischia di rimanere scolpita nella nostra storia cittadina. E, ahinoi, la storia non si scrive seduti comodamente e distrattamente al tavolino, non si scrive sui social, con una rassicurante tastiera davanti, non si scrive eseguendo ordini di partito o movimento, non si scrive senza farsi carico di responsabilità e di sofferenza nelle scelte, ma chiede forte di sporcarsi mani, piedi e cuore, di sudare, di gettar sangue, di soffrire, di faticare, di fare rinunce anche importanti in vista chiara del bene comune e, nel contempo, di essere estremamente lucidi. Ed è proprio questo convincimento che mi induce a concludere come sopra Le ho precisato. E, in tale direzione, non mi ferma la consapevolezza del prezzo alto che inevitabilmente sarò costretta a pagare, insieme al gruppo di chi mi sostiene in questo difficile percorso consiliare, per la scelta che Le ho espresso, con i suoi inevitabili effetti. Mi permetta di concludere, questa prima parte, consegnandoLe una suggestione: il quadro sopra disegnato definisce non soltanto la logica e la filosofia della scelta che Le ho espresso, ma definisce anche una sua cifra di follia consistente nel convincimento profondo che il cambiamento iniziato possa seriamente approdare al suo successo finale e che questo sia il solo primato da affermare (LA FOLLIA VISIONARIA E IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO).

MODIFICHE URGENTI AL REGOLAMENTO COMUNALE
Le illustro di seguito, in estrema sintesi, il mio orientamento, salvo ogni ulteriore successiva integrazione e precisazione. Nella prospettiva di garantire velocità ed efficacia all’azione amministrativa compatibilmente con l’affermazione delle necessarie tutele e garanzie dei diritti dei consiglieri ad un libero e pieno confronto democratico ed al pieno esercizio delle funzioni del loro ufficio, si condividono le proposte modifiche del Regolamento del Civico Consesso da lei contrassegnate ai punti n. 1, 2, 3, 7, 8 e 10 che, per brevità, mi limito semplicemente a richiamare.

Non mi destano particolare interesse le modifiche previste ai punti 4 e 5, che riguardano le nuove modalità di attribuzione della indennità di presenza, rispetto alle quali mi sento di dovermi rimettere alla maggioranza consiliare.

Le modifiche previste al punto 6, con la prevista equiparazione tra mancato diritto alla indennità di presenza ed assenza ai lavori, invece, non sono affatto condivisibili, poiché evidentemente contrastanti con norme vigenti di rango superiore rispetto alla previsione regolamentare di modifica.

Le modifiche previste al punto 9, con la limitazione del diritto di presentare emendamenti in Consiglio (a fronte della possibilità di presentare emendamenti solo in sede di Commissione), merita correzione, a tutela della fisiologica dialettica democratica, evitandone certamente gli abusi, e sono, conseguentemente, condivisibili solo se riformulate nel senso che “Gli emendamenti che non sono stati presentati nelle commissioni consiliari competenti o che non sono stati ritenuti ammissibili nelle commissioni consiliari competenti possono essere riproposti in consiglio comunale solo se sottoscritti da almeno 3 consiglieri ovvero dal consigliere presentatore e dal suo capogruppo”.

INTERGRUPPO e PARTECIPAZIONE AI LAVORI DI GIUNTA
Il profilo organizzativo della sua proposta programmatica è un non senso politico. Nessun intergruppo è ragionevolmente ipotizzabile, inteso come assetto organizzativo stabile, contraddicendo esso il naturale e legale sistema di rappresentanza e di libero confronto democratico. In ultima analisi, chi intenderà dare continuità alla sua azione amministrativa lo farà in scienza, coscienza e libertà, libertà anche nel successivo esercizio del suo convincimento, delibera per delibera. E tanto le sarà più che sufficiente per governare responsabilmente, senza alibi.

Ritengo, poi, particolarmente interessante la sua proposta di coinvolgimento dei singoli consiglieri, che ritengono di dovere dare continuità alla sua azione amministrativa, senza vincoli fideistici organizzati e precostituiti, nella partecipazione settimanale alle riunioni propedeutiche ai lavori di giunta, in guisa che tali consiglieri possano condividere e trovare occasione di approfondimento relativamente alle azioni di governo, con particolare riferimento alle proposte che dovranno essere esaminate in consiglio comunale.
Su tale punto fattivamente importante, mi riservo di manifestarLe disponibilità alla proposta partecipazione su alcune tematiche che ritengo particolarmente sensibili e vicine all’impegno mio e di chi rappresento.

Anticipo, fin d’ora, in termini inevitabilmente semplificatori e generici, che le tematiche su cui intendo collaborare in modo particolare sono quelle:
del piano spiagge;
della pedonalizzazione;
della creazione, tutela e sviluppo dei parchi e del verde urbano;
del piano strategico per lo sviluppo della digitalizzazione e della informatizzazione dei servizi municipali per cittadini ed imprese;
della creazione di un hub destinato alle startup innovative e alle realtà 4.0;
del palazzo di giustizia;
dell’attuazione delle misure sul decentramento;
di tutte le vicende amministrative afferenti il recupero e la valorizzazione della “zona falcata”, per la quale mi auspico la istituzione di una commissione speciale aperta a tutti gli attori coinvolti, e del “water-front”.

Con riserva di ulteriormente e più puntualmente intervenire nelle sedi deputate rispetto alle singole materie da affrontare, Tanto doverosamente Le dovevo.