Home Cronaca Guido Signorino (professore – ME): “Messina, non e’ in dissesto”

Guido Signorino (professore – ME): “Messina, non e’ in dissesto”

"BASTA SAPERLA GOVERNARE"

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Il professore di economia dell’Universita’ di Messina ed ex membro della Giunta Accorinti, scrive: “gli oltre 100 milioni prodotti con le misure del piano di riequilibrio ci sono e hanno ricostruito gli equilibri di bilancio del Comune, e il bilancio di previsione approvato è compatibile con il piano (decennale) vigente, aggiornato per il contenzioso”.

“Inoltre, come tutti sappiamo, è possibile rifare un piano a venti anni, alleggerendo il peso del riequilibrio per i cittadini (Accorinti lo aveva fatto, il Consiglio ha immotivatamente e irresponsabilmente bocciato questa proposta)”.

De Luca dice che: “il piano non regge perché mancherebbero soldi. Sembra sfuggirgli che riequilibrare un Comune significa superare lo squilibrio strutturale del bilancio e costruire le risorse per pagare i debiti -effettivi-, accantonando importi corretti per i debiti -potenziali- (i contenziosi)”.

“È quanto è stato fatto: il bilancio è strutturalmente in pari e il previsionale ha le risorse per il riequilibrio. Se restiamo nel piano a dieci anni soffriamo tagli nei servizi; se recuperiamo i venti anni, la città respira e i servizi migliorano. È una scelta politica che richiede solo capacità di gestione e di continuazione (magari di miglioramento) del risanamento avviato”.

“Il default è un danno ai creditori (si perderebbero i 70 milioni del -fondo di rotazione-) e, di riflesso, a tutta la città, nel momento in cui l’apertura dei cantieri può rilanciare l’occupazione: un percorso di sviluppo che verrebbe bloccato e depotenziato scegliendo il dissesto”.

“Napoli e Catania, città in riequilibrio mandate in default dalla Corte dei Conti, sono state -salvate- da provvedimenti del Governo. Messina ha le carte in regola a leggi vigenti. Il karakiri civico, se non dovuto, è un atto criminale, perché colpisce i cittadini, e implica responsabilità”.

“Anziché guardare al futuro e al bene della città, utilizzando gli strumenti che la legge gli offre, De Luca cambia idea un giorno sì e l’altro pure. Adesso sembra voler mandare in dissesto Messina, dimettersi, far venire un Commissario (tra gli ultimi quattro Sindaci, solo Accorinti avrebbe concluso il suo mandato), e magari ricandidarsi”.

“Ha ragione Cuzzola: per gestire un piano di riequilibrio e una città ci vogliono coraggio, capacità, competenza e nervi saldi”.