Uno dei maggiori esponenti del MoVimento 5 Stelle Alessandro Di Battista è impegnato in questi giorni in un viaggio, diversi mesi fa aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato (alle elezioni politiche del 4 marzo, pure restando fedele ai principi del sodalizio grillino) perchè avrebbe cambiato vita e così è stato e scrive oggi queste riflessioni: “stiamo poco a poco riconquistando la lentezza, una vecchia compagna che avevo perso di vista negli ultimi anni. Conquistiamo la lentezza e proviamo a lasciarci conquistare dalla bellezza dei -tempi morti-, che poi sono tempi vivi, vivissimi direi. La Silicon Valley per molti aspetti mi ha lasciato l’amaro in bocca tuttavia l’innovazione e la tecnologia restano immense opportunità. Dipende tutto dalla Politica, da quella con la P maiuscola intendo. Se la Politica sarà in grado di non lasciarsi dominare dalla finanza e dai magnati dell’accumulazione ad ogni costo, se la Politica sarà capace di gestire i processi tassando i robot e trovando risorse per un reddito di cittadinanza universale allora sì che le tecnologie saranno davvero liberatorie. Proprio perchè potranno liberare il tempo e aiutarci a viverlo come meglio crediamo”.
“Dopo San Francisco, la Silicon Valley, Los Angeles e San Diego siamo entrati in Messico. Volevo percorrere la frontiera Messico-USA lato messicano per vedere, con i miei occhi, quel che succede. Abbiamo fatto un bel po’ di chilometri tra Tijuana e Nogales prima di rientrare in USA dall’Arizona e attraversare una delle frontiere più complicate del mondo, quella del deserto di Sonora dove ogni anno muoiono uccisi dal sole e dall’inesperienza centinaia di cittadini messicani e soprattutto centro-americani (Guatemala, Honduras e Salvador). Sto lavorando ad un reportage su tutto questo”.
Ogni parola (soprattutto in questo momento) rischia di essere strumentalizzata per cui cercherò di dosarle bene tuttavia nessun pericolo di strumentalizzazione mi impedirà di esprimere le mie idee.
Posso dirvi una cosa per adesso: “io non ho mai considerato i flussi migratori un fenomeno positivo (che razzista!!!). Ancor meno adesso, nell’epoca dell’opulenza. Il futuro degli africani è l’Africa, l’ho sempre detto, così come il futuro dei guatemaltechi è il Guatemala”.
“Sapete perché la -sinistra- (con le sue innumerevoli e ipocrite manifestazioni) sta scomparendo? Perché ha preferito concentrarsi sull’accoglienza ad ogni costo piuttosto che scagliarsi contro le cause più profonde che spingono milioni di persone a lasciare la propria casa. Perché l’ha fatto? Perché era comodo, è ancora molto comodo. Indagare le cause e provare a porre rimedio è -politicamente- molto più scorretto, si rischia di calpestare i piedi di qualche potente di turno. Non ha alcun senso -dare di più- se si continua a togliere. E’ solo pericolosa ipocrisia. Me ne resi conto quando, proprio lavorando in Centro-America, vidi grandi organizzazioni sociali comportarsi come cavalli di Troia del nuovo imperialismo, quello -globalista- e finanziario. Dietro alla solidarietà c’era la politica (con la p minuscola), dietro a finte buone intenzioni c’erano mega-stipendi e tentativi di lavarsi la coscienza. Social washing e ipocrisia. Per dare una mano ai paesi del Sud del mondo più che dare di più occorre togliere di meno”.
“Ad ogni modo sarò più preciso nel reportage. Per ora vi dico che stiamo molto bene, leggo (soprattutto Thoreau e Chatwin), studio e scrivo. E ho tempo, finalmente, per conoscere e approfondire mondi e per parlare con un mucchio di persone. Siamo a Guadalajara per adesso. Abbiamo scelto questa città per seguire l’esito delle elezioni messicane (particolarmente importanti per una serie di questioni) e per vedere Messico-Brasile in una cantina eccezionalmente aperta già di mattina causa fuso orario. Eventi diversi chiaramente, ma, da queste parti, ugualmente importanti. Vi abbraccio. A riveder le stelle”!



