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La storia di Milena Di Gennaro, rinata il 13 gennaio di 12 anni fa

SCAMPATA A MORTE CERTA, CHE LE STAVA PER ESSERE RISERVATA DA PARTE DI CHI DICEVA DI AMARLA

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Leonardo Frosini, un ragazzo cultore degli eventi accaduti nella nostra nazione siano essi di cronaca o storia, ricorda un fatto del passato e scrive: “oggi, come esattamente 12 anni fa, una ragazza rischiò di morire per colpa di una persona che per tanti anni aveva detto di amarla (ma non era così). Sto parlando di Filomena -Milena Di Gennaro-. Originaria di Stornarella (Foggia), si era trasferita a Roma per gli studi universitari”.

“Nel 2005 vinse un concorso presso la Scuola Allievi marescialli dei carabinieri di Velletri. Quello era sempre stato il suo sogno. In quel periodo decise anche di rompere con il fidanzato Marcello Monaco. Ma per lui non c’erano scuse che tenessero. Da quel momento per Milena iniziò l’inferno. Il 13 gennaio 2006, all’uscita dalla caserma, Milena ricevette una telefonata da Marcello, che la avvisava che stava venendo a Roma e riuscì a convincerla ad incontrarlo”.

“Milena si confidò con un suo insegnante della Scuola, il tenente Peter Forconi Pace, il quale le consigliò di non incontrarlo e di dargli almeno l’indirizzo. Quel pomeriggio Milena e Marcello parlarono in macchina. Lei gli ripeté che era finita, ma lui non voleva saperne e, come un disco rotto continuava a dire che non poteva lasciarlo dopo tanto tempo. Alla fine Milena scese e si diresse verso il suo appartamento”.

Ma Marcello la raggiunse, la afferrò per un braccio; poi estrasse la pistola e disse: “-o mia o di nessun altro-. E sparò quattro colpi. Nello stesso istante Peter, che aveva raggiunto il posto e aveva tenuto d’occhio la situazione, intimò a Marcello di fermarsi. Questi puntò la pistola su di lui e il tenente gli sparò. Subito dopo lo disarmò e attivò i soccorsi. Milena fu trasportata in ospedale e, dopo una settimana, si risvegliò, ma, da quel momento, è costretta a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante tutto ha ritrovato il coraggio e la forza di vivere e di andare avanti”.

“Ha dovuto abbandonare la divisa, ma pochi anni fa è riuscita a rientrare nell’Arma, passando ai ruoli civili. Nel 2007 si è sposata con Peter, il carabiniere che le salvò la vita e, dal 2012, è mamma di due gemelli. Marcello Monaco, anche lui operato e dimesso dall’ospedale, è stato condannato a 11 anni e 4 mesi, ma dal 2013, dopo 7 anni, è tornato libero, perché purtroppo questo Paese tutela solo chi delinque e non le vittime. Attualmente è in corso il processo civile”.

“In questo giorno mi viene da pensare a questa donna, che io considero un esempio per tutte le vittime della violenza e una forza della natura, e auguro a lei e suo marito ogni bene”.