Le donne ristrette nel reparto femminile della Casa circondariale di Roma, sono state colpite da un triste evento. Nei giorni scorsi infatti, una loro amica purtroppo è morta.
In una lettera firmata da tutte, scrivono: “oggi (14 ottobre ndr) è una giornata molto triste per noi detenute di Rebibbia, Reparto Camerotti. La nostra compagna Eva Di Benedetto, ci ha lasciati. Così, nell’incuria e nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto vigilare la sua precaria salute devastata da una vita difficile; povertà, solitudine e piena di difficoltà, che poi l’hanno condotta in carcere per circa “8 anni”, dove la sua salute è stata ulteriormente compromessa dal difficile vivere in Carcere, e placata solamente dai vari psicofarmaci per sopire il suo corpo e il suo cervello riducendola a 47 anni, una persona finita, con un unico obiettivo visto che le mancava poco al suo fine pena; riabbracciare i suoi adorati 2 figli…”.
Le recluse, continuano e concludono specificando: “questo, non le è stato concesso. Nessuno l’ha ascoltata. Speriamo innanzitutto, che riposi in pace e per chi ha fatto male il suo lavoro, paghi facendo i conti con la propria vita e la propria coscienza”.



