Home Cronaca Oggi è giorno di festa…, a Mazara del Vallo e per tutta...

Oggi è giorno di festa…, a Mazara del Vallo e per tutta l’Italia

A METÀ MATTINA, FARANNO RITORNO, I 18 PESCATORI DEI PESCHERECCI ANTARTIDE E MEDINEA, LIBERATI NEI GIORNI SCORSI DOPO 108 GIORNI DI PRIGIONIA IN LIBIA

787

Articolo, tratto da… www.livesicilia.it.

Oggi è giorno di festa a Mazara del Vallo e per tutta l’Italia. Stamattina i diciotto pescatori dei pescherecci Antartide e Medinea ritornano a casa dopo 108 giorni di prigionia. Non serve trovare parole diverse, a maggior ragione a sentire il racconto degli stessi marinai che non fanno mistero del fatto che hanno subito anche pestaggi durante la loro permanenza in Libia. Picchiati per vendetta, perché altre due imbarcazioni erano riuscite a scappare alle autorità libiche. Oggi, tutto questo, sarà accantonato per un po’, il tempo di concedersi alle numerose testate giornalistiche accreditate da mezzo mondo e per le quali è stata riservata un’area apposita al porto nuovo di Mazara del Vallo.

Arrivo previsto alle 10
L’arrivo al porto mazarese è previsto intorno alle 10. Anche in questo caso la cronaca del racconto del ritorno deve necessariamente fare riferimento alle numerose riunioni e task-force che, soprattutto nella sede della Prefettura di Trapani, si sono susseguite per organizzare al meglio e in sicurezza il rientro e lo sbarco dei diciotto lavoratori del mare. Dovevano arrivare stanotte, intorno alle 2.00 si diceva, poi alle 5.00 e, infine, l’ultima comunicazione ieri sul tardo pomeriggio: “le navi attraccheranno fra le 9.00 e le 10, forse anche un po’ più tardi, dipende dalle condizioni meteomarine”.

Le misure della Capitaneria
Per l’occasione la Capitaneria di Porto ha deciso di interdire la navigazione nel bacino portuale di Mazara del Vallo a tutte le imbarcazioni sia da pesca che da diporto.

Non sono soggette ai divieti i mezzi della Capitaneria di porto e delle Forze di Polizia in attività di servizio. A partire dalle ore 05:00 di stamattina e fino a termine esigenze, lo specchio acqueo del porto di Mazara del vallo sarà interdetto alla navigazione per qualsiasi tipo di unità. Sono pertanto vietate le manovre di ingresso e uscita dal porto e gli spostamenti delle unità sia da pesca che da diporto fra le banchine portuali.

La lunga vicenda
Hanno navigato tutta la notte e immaginiamo quanto sia grande la gioia nei loro cuori dopo quello che hanno passato durante i giorni di prigionia nelle mani degli uomini del generale della Cirenaica, Khalifa Haftar. “Sono stati tre mesi pesantissimi. Ci hanno fatto cambiare quattro prigioni. E una di queste su trova sottoterra, al buio. Ci passavano il cibo al buio da una grata e non sapevamo nemmeno cosa fosse”. Ricordiamoli i loro nomi: si tratta di otto italiani, sei tunisini, due indonesiani e due senegalesi: Karoui Mohamed, Daffe Bavieux, Ibrahim Mohamed, Pietro Marrone, Onofrio Giacalone, Mathlouthi Habib, Ben Haddada M’hamed, Jemmali Farhat, Ben Thameur Lysse, Ben Thameur Hedi, Moh Samsudin, Giovanni Bonomo, Michele Trinca, Barraco Vito, Salvo Bernardo, Fabio Giacalone,Giacomo Giacalone, Indra Gunawan.

La loro vicenda ebbe inizio il primo settembre scorso, quando furono imprigionati in una caserma di Bengasi, città nell’Est della Libia. L’allarme venne lanciato dagli equipaggi di altri pescherecci che erano nei paraggi e che erano riusciti a mettersi in fuga. Fuga, per la quale, i diciotto marinai sequestrati vennero anche malmenati.

L’epilogo e il ritorno
108 giorni di prigionia con l’accusa di avere violato le acque territoriali per aver pescato all’interno di quella che ritengono essere un’area di loro esclusiva pertinenza e anche per avere trafficato droga. Accusa, quest’ultima, mai suffragata da prove. Una vicenda assurda che tenne banco anche a Bruxelles con l’Unione Europea che aveva lanciato un appello alle autorità libiche affinché rilasciassero immediatamente i pescatori italiani.

L’epilogo con la missione del Premier italiano Giuseppe Conte e del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Bengasi. Un annuncio flash, la sorpresa anche per la stampa e, finalmente, la liberazione dei pescatori. Oggi è festa un po’ per tutti. Live Sicilia sarà sul posto per raccontare il ritorno a casa dei pescatori.