Lo hanno scritto nei giorni scorsi, i responsabili del Sindacato Italiano Lavoratori Polizia, afferente alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro… peloritana: “le risultanze investigative che sono emerse dalla recente operazione eseguita dall’Arma dei Carabinieri contro la Mafia dei Nebrodi stravolge totalmente quelle che sono state le conclusioni della Commissione Regionale Antimafia sull’attentato al dott. Giuseppe Antoci. In fondo, non ci si poteva aspettare altro da quello che è emerso dalle indagini, infatti non pochi sono stati i problemi che aveva prodotto e che ancora produce negli affari illeciti di cosa nostra l’applicazione del “Protocollo di Legalità” fortemente voluto dall’ex Presidente del Parco dei Nebrodi poi divenuto legge dello stato e recepito nel nuovo codice Antimafia”.
“Appare opportuno, pertanto, a giudizio di questa O.S., assumere come atto di orgoglio iniziative contro le infamanti conclusioni a cui è giunta la Commissione Regionale Antimafia sull’attività della magistratura, sulla Polizia di Stato che ha svolto le indagini ma soprattutto su coloro che hanno avuto il merito di salvare la vita al dott. Antoci. Conclusioni diffamatorie prodotte non soltanto nella relazione ma anche espresse in sede di conferenza stampa dell’8 ottobre 2019, contro il personale della Polizia di Stato di scorta nella notte dell’attentato e di quello intervenuto subito dopo”.
“Il SILP-CGIL di Messina pertanto ha chiesto al questore di Messina di sollecitare la procedura, a suo tempo avviata dal Questore Cucchiara, per il riconoscimento di meriti straordinari agli operatori della scorta di Antoci e per coloro che sono intervenuti mettendo in fuga gli attentatori la notte del 18 maggio 2016. Una iniziativa in tal senso, abbiamo affermato nella richiesta, farebbe recuperare credibilità e prestigio all’apparato della Polizia di Stato e costituirebbe un segnale importante contro le insinuazioni che hanno gettato nella popolazione discredito ai suoi appartenenti. Inoltre si darebbe il giusto riconoscimento anche a coloro che non possono più difendersi nelle sedi opportune come Tiziano Granata e Rino Todaro perché purtroppo oramai scomparsi”.



