Il 27enne Tommaso B., è finito nuovamente dietro le sbarre con l’accusa di avere per l’ennesima volta usato violenza nei riguardi della sua giovane compagna, che come si legge da una nota delle forze dell’ordine, era: «letteralmente schiava del rapporto malato con l’uomo. Lei da sola non ce la faceva a salvarsi. A provarci, sono stati sempre i suoi genitori. In questa circostanza, così come nelle precedenti, la denuncia è partita dalla madre di lei, che ha chiamato la Polizia dopo l’ulteriore ricovero della figlia in ospedale, coperta di lividi e contusioni».
All’arrivo degli agenti la ragazza era ferita e sotto choc, quando gli agenti sono giunti, hanno trovato la donna ancora sotto choc, ella ha però avuto la forza di raccontare come fosse stata percossa da giorni dal compagno che voleva che lei ritirasse tutte le denunce sporte contro di lui.
A marzo del 2018 al ventisettenne, era stato notificato un divieto di avvicinamento firmato dal giudice dopo la ricezione di un esposto da parte deelle Autorità, avanzato dai familiari della vittima. L’atto, avrebbe dovuto porre fine all’incubo, ma invece ha dato il la ad altre violenze, condite da insulti, sputi, violenti ceffoni, calci, pugni e periodi di segregazione. Ora il Tribunale, ha disposto per l’aguzzino difeso dall’avvocato Nino Cacia, la traduzione in carcere, per il reato di violenza aggravata.



