Lo specifica oggi nel suo spazio Facebook, la deputata nazionale leccese di Forza Italia, Veronica Giannone:
- Una madre disperata ma che non accetta l’idea che la figlia, Elena ,avesse immaginato di sterminare la sua famiglia. «Ora non posso abbandonarla», dice alla stampa, nonostante suo marito Aldo è stato ucciso a coltellate mentre dormiva sul divano di casa, per mano proprio di sua figlia e del fidanzato;
- La ragazza adesso è in carcere accusata di essere la mente del terribile piano criminale, e che avrebbe dovuto eliminare anche la mamma e la sorella, con la complicità di quel ragazzo che alla famiglia non andava, giustamente, proprio giú;
- Sono state le grida di aiuto di Aldo, colpito da sette coltellate inferte dal ragazzo, ad allarmare la moglie e l’altra figlia e ad evitare la strage. Il papà di Elena è poi spirato nella notte all’ospedale di Avellino;
- Una storia da brividi, che lascia senza fiato. Siamo arrivati veramente al punto di non ritorno. C’è una realtà cruda, spesso depravata, dove ragazzi e ragazze, anche con famiglie alle spalle che fanno di tutto per proteggerli, non distinguono più il bene dal male. Non basta più il sostegno, l’affetto, un confronto sano;
- Non voglio certamente giudicare le nuove generazioni, anzi io ho piena fiducia in loro, ma di fronte a questo scempio, credo che ci siano delle responsabilità;
- Le istituzioni, le famiglie, gli adulti devono impegnarsi e lavorare sui nostri ragazzi, sui giovani come Elena, che all’improvviso si perdono, ma io sono sicura che qualcosa si poteva fare, per prevenire, per farla uscire da quella relazione tossica;
- Senza valori, senza aiuto, purtroppo si perde la strada, e noi abbiamo il dovere di non girarci dall’altra parte.



