Home Sicilia Magazine Messina Cateno De Luca, sindaco di Messina, questa mattina è stato in collegamento...

Cateno De Luca, sindaco di Messina, questa mattina è stato in collegamento con Storie Italiane su Rai1

A QUATTRO MESI DI DISTANZA DALLE PROMESSE DI SBARACCAMENTO NON MANTENUTE, CHE SECONDO LE SUE SCADENZE, SI SAREBBERO DOVUTE REALIZZARE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2018

1581

Questa mattina su Rai1, durante la trasmissione Storie Italiane condotta da Eleonora Daniele, il sindaco di Messina Cateno De Luca è stato ospite della puntata in collegamento da fondo Fucile, intervistato dal giornalista Maurizio Licordari.

Il sociologo Antonio Marziale, in questo contesto ha sottolineato: “quando si assumono impegni nei confronti dei bambini e dei poveri poi le cose vanno fatte, io non le do la colpa ne i torti per lo stato che c’è di degrado in quelle baracche, però lei si è presentato davanti alla televisione, davanti all’opinione pubblica e ha detto faccio questo entro. E allora io le dico, è meglio non pronunciarsi se poi le cose non si fanno. Lei chieda aiuto allo Stato a chiunque, però pronunciamoci quando veramente le cose le vogliamo e le dobbiamo fare. Altrimenti, stiamo zitti e lavoriamo”.

De Luca anche a tratti alterato, ha risposto a Marziale: “molto semplice, io ho fatto un’ordinanza secondo quelli che sono i miei poteri e ho preparato un cronoprogramma in base a quello che era la dichiarazione dello -stato di emergenza- che ci toccava ma lo Stato ha deciso diversamente. Vado avanti lo stesso per le mie vie ordinarie, mi prendo la mia responsabilità. Certamente darò conto di quella che sarà la conclusione del percorso, quando avrò messo in campo tutte le azioni che mi competono. Non devo dare conto ora, di come agisco, anche perchè il cronoprogramma che mi sono imposto non l’ho fatto in campagna elettorale ma l’ho fatto dopo. Cioè, abituato a metterci la faccia e a smuovere la vergogna della quale fino ad ora nessuno si è voluto fare carico”.

“Quindi io, non accetto comunque di essere crocifissato… crocifisso solo perchè mi sono imposto delle date compatibili con la dichiarazione dello stato di emergenza e vado avanti lo stesso. Abbiamo assegnato già, grazie a quell’ordinanza, già 60 alloggi, mi faccia completare (rivolto alla conduttirce ndr), 50 li assegniamo ora a fine gennaio e 450 li abbiamo selezionate. Ora ci stanno arrivando altri soldi dalla Regione per assegnare altri 400 alloggi che tra giugno e luglio si chiudono. Ma più di 500 l’anno, purtroppo non ne posso fare. Lo sapete, quanto ne avremmo consegnato in 28 anni di Legge 10 del’90? Esattamente 450 alloggi in 28 anni. Quindi se io ne consegno 600 in un anno, credo di aver dato una prima risposta forte. E mi dispiace, sono veramente incazzato perchè mi ritrovo solo, lasciato in una vicenda vergognosa della quale neanche la Procura se ne vuole occupare. Ecco qual è la vera vergogna, di tutta questa storia. Ed ora non posso io, solo perchè ci metto las faccia di essere così messo alla berlina. Lo voglio chiarire una volta per tutte.