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Lucy Fenech (Cambiamo Messina dal Basso), critica su Accorinti ed alcune sue iniziative

"RISCHIA DI DIVENTARE DA UNA COSA BELLA, UN BOOMERANG CONTRO"

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Dopo l’annuncio fatto sabato scorso, dal primo cittadino di Messina Renato Accorinti di voler finanziare lui direttamente con 5.000,00 euro personali, i lavori presso il Centro anziani di Villa Dante, qualora entro il 28 febbraio il Comune non dovesse trovare le somme necessarie, si sono scatenate da più parti le polemiche.

Su questo, critiche gli sono giunte anche da Cambiamo Messina dal Basso da parte di Maurizio Rella e Lucy Fenech (capogruppo in Aula), quest’ultima, afferma: “credo che l’iniziativa sia lodevole, sia buona, ha sapore di buono, però i tempi… più che altro il modo… il sindaco aveva detto che avrebbe dato tutto alla fine del suo mandato. Ma molti di noi, in diverse occasioni hanno chiesto insomma a Renato di farlo durante il mandato, di farlo per piccoli progetti, di farlo nelle periferie dove eravamo anche stati in campagna elettorale”.

“O comunque, nelle periferie che hanno bisogno di piccoli interventi sportivi per i bambini, per luoghi di socializzazione. La modalità diciamo estemporanea, di questi ultimi giorni ci lascia un po’ perplessi. Io penso che come rappresentante dei cittadini, ho anche il dovere di dire al sindaco… -attenzione fai una buona programmazione-, perchè questo altrimenti rischia di diventare da una cosa bella un boomerang contro. Fuoco amico, che cos’è? Per noi, è una critica costruttiva”.

Ed infine: “io all’interno di questa esperienza, credo che ho il dovere di restare ancorata agli impegni presi con la cittadinanza. Quindi, se vedo che, in questo caso il sindaco stà deviando da un impegno dove anche noi abbiamo messo la faccia in campagna elettorale è doveroso dire la nostra. Dire, attenzione perchè bisogna dare una risposta vera alla gente. A mio avviso, il sindaco che ha amministrato una città, che ha avviato un percorso come quello di Renato ha il dovere di proporsi al giudizio degli elettori e di avere anche la possibilità di continuare l’operato che ha fatto”.