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#23maggio #lamemoriaditutti: “Giovanni Falcone è il più brillante dei giovani magistrati che Chinnici chiama a far parte del pool antimafia della Procura di Palermo”

LO HANNO SCRITTO IN DATA ODIERNA, SULLA LORO PAGINA FACEBOOK, I RESPONSABILI DELLA OMONIMA FONDAZIONE DEDICATA AL MAGISTRATO UCCISO 30 ANNI FA A CAPACI SULLA A29... INSIEME ALLA MOGLIE FRANCESCA MORVILLO ED AGLI AGENTI DI SCORTA... VITO SCHIFANI, ROCCO DICILLO E ANTONIO MONTINARO

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#23maggio #lamemoriaditutti: “Giovanni Falcone è il più brillante dei giovani magistrati che Chinnici chiama a far parte del pool antimafia della Procura di Palermo”. Lo hanno scritto in data odierna, sulla loro Pagina Facebook, i responsabili della omonima Fondazione dedicata al magistrato ucciso 30 anni fa sulla A29 Palermo-Mazara del Vallo.

Così si prosegue nel testo:

  • ed è infatti lui che introduce nuovi metodi nelle indagini su Cosa nostra. Collabora con l’FBI, smantellando la cosiddetta “Pizza connection”. La svolta si ha quando un mafioso, nemico dei “corleonesi”, Tommaso Buscetta, decide di collaborare con la giustizia. Le sue rivelazioni consentono a Falcone di spiccare circa di 500 ordini di cattura. Il processo, senza precedenti, si conclude con 342 condanne, di cui 19 all’ergastolo;
  • dopo questo enorme successo, per Falcone inizia un periodo difficilissimo. Una bomba viene piazzata nella villetta dell’Addaura dove Falcone passa le vacanze, ma l’ordigno non esplode. Poi cominciano a circolare lettere anonime che cercano di diffamarlo. Infine, il Csm gli preferisce come Procuratore capo di Palermo un anziano magistrato, Antonino Meli, che non si è mai occupato di mafia e che decide subito di sciogliere il pool;
  • Falcone accetta quindi la proposta di Claudio Martelli di dirigere l’ufficio Affari Penali del ministero della Giustizia. Lì Falcone lavora per la costituzione di una superprocura che coordini tutte le indagini di mafia e raggiunge accordi internazionali per il coordinamento di tutte le polizie;
  • il 23 maggio 1992, Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo, torna a Palermo per il fine settimana. Lungo l’autostrada che porta in città, all’altezza di Capaci, un’esplosione tremenda li uccide insieme agli agenti di scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.