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“A Catania la Polizia ha fermato il padre ‘padrone’ protagonista di un video, diventato virale sul web, in cui picchiava il figlio con un cucchiaio di legno e lo insultava urlandogli contro, incurante del pianto disperato del piccolo: Un grave episodio di violenza domestica che si è concluso con il fermo del padre, questo proprio grazie al video circolato su internet e rilanciato dal deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, che ha immediatamente denunciato l’accaduto”

LO HA EVIDENZIATO OGGI, SULLA SUA OMONIMA 'PAGINA FACEBOOK FRANCESCO EMILIO BORRELLI (HTTPS://WWW.FACEBOOK.COM/FRANCESCOEMILIO.BORRELLI)', IL DEPUTATO NAPOLETANO DI 'ALLEANZA VERDI-SINISTRA' PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI DI MONTECITORIO A ROMA

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“A Catania la Polizia ha fermato il padre ‘padrone’ protagonista di un video, diventato virale sul web, in cui picchiava il figlio con un cucchiaio di legno e lo insultava urlandogli contro, incurante del pianto disperato del piccolo: Un grave episodio di violenza domestica che si è concluso con il fermo del padre, questo proprio grazie al video circolato su internet e rilanciato dal deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, che ha immediatamente denunciato l’accaduto”. Lo ha evidenziato oggi, sulla sua omonima ‘Pagina Facebook Francesco Emilio Borrelli (https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli)’, il deputato napoletano di ‘Alleanza Verdi-Sinistra’ presso la Camera dei deputati di Montecitorio a Roma.

Borrelli aggiunge e conclude:

  • “Per fortuna il padre ‘padrone’ è stato fermato. Non oso immaginare le sofferenze a cui sono stati sottoposti quei poveri bambini. Quelle immagini hanno indignato l’Italia intera e, per fortuna, in poco tempo l’orco è stato assicurato alla giustizia. Proprio la diffusione del video sui social ha consentito alle forze dell’ordine di intervenire con tempestività, a dimostrazione che i social, se usati in maniera positiva e intelligente, possono diventare uno strumento utile alla società non solo per informare, ma anche per individuare e arrestare chi compie azioni disumane come questa. In un mondo in cui troppo spesso la rete amplifica odio o violenza e inneggia alla criminalità, casi come questo ricordano che può essere anche un potente mezzo di tutela e giustizia per i più deboli”.