A Messina, resta in primo piano la discussione sulla vicenda riguardante l’inchiesta legata all’ex rettore di UniMe Salvatore Cuzzocrea che ieri doveva essere giudicato dai giudici del Tribunale del Riesame.
Al termine dell’udienza gli avvocati Giorgio Perroni ed Elena Florio hanno inviato una nota affermando: “La difesa ha fornito prova documentale dell’insussistenza delle esigenze cautelari invocate dal Pm e di cui agli atti di appello… nella depositata memoria la difesa, infatti, ha eccepito l’inammissibilità degli appelli del Pm per violazione del principio del ‘ne bis in idem’, stante altresì l’inutilizzabilità degli accertamenti da ultimo svolti (su cui esclusivamente si fondano i detti appelli), per decorrenza del termine di durata delle indagini”.
“Ad ogni buon conto ed al solo fine di fugare ogni dubbio – proseguono –, il prof. Cuzzocrea ha rinunciato ad ogni progetto ed incarico in cui lo stesso era indicato quale responsabile scientifico, seppur i predetti risultano ad oggi scaduti. Il prof Cuzzocrea ha altresì chiesto all’Università di Messina di potere disafferire al dipartimento ‘Chibiofarm’ e di essere trasferito in altro ateneo”.
“I detti elementi nuovi, forniti dalla difesa – concludono i legali -, svuotano ancor più di ogni contenuto le richieste della Procura di applicazione della misura cautelare. La difesa nelle prossime settimane, vaglierà, anche per tramite di un consulente, la mole degli atti di indagine, di cui ha avuto copia poco tempo addietro, e ciò al fine di dimostrare la posizione e la correttezza dell’operato del proprio assistito”.



