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“Condivido la vicenda di Francesca (nome di fantasia), mamma a cui sono stati tolti i figli in circostanze assurde: Sono parole dell’avvocato Raffaele Pellegrino, che mi ha chiesto di aiutarlo a far conoscere questa storia incredibile e dolorosa… Francesca, madre dolcissima e attenta, residente in provincia di Chieti, il 19 settembre scorso ha visto i suoi bambini portati via da casa da circa 17 carabinieri, provenienti da quattro comandi diversi, per una ragione che lascia senza parole… un banalissimo conflitto verbale con il compagno, con il quale conviveva ancora”

LO RIFERISCE OGGI, SUL SUO OMONIMO PROFILO FACEBOOK 'GIAN LUCA GISMONDI' L'AVVOCATO ROMANO, NONCHÉ PRESIDENTE DELLA ASSOCIAZIONE FIGLI DEL MEDITERRANEO

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“Condivido la vicenda di Francesca (nome di fantasia), mamma a cui sono stati tolti i figli in circostanze assurde: Sono parole dell’avvocato Raffaele Pellegrino, che mi ha chiesto di aiutarlo a far conoscere questa storia incredibile e dolorosa… Francesca, madre dolcissima e attenta, residente in provincia di Chieti, il 19 settembre scorso ha visto i suoi bambini portati via da casa da circa 17 carabinieri, provenienti da quattro comandi diversi, per una ragione che lascia senza parole… un banalissimo conflitto verbale con il compagno, con il quale conviveva ancora”. Lo riferisce oggi, sul suo omonimo Profilo Facebook ‘Gian Luca Gismondi’ l’avvocato romano, nonché presidente della Associazione Figli del Mediterraneo.

Continua così il testo di Gismondi
“Invece di ordinare a uno dei due adulti di uscire di casa, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila (lo stesso della tristemente nota “famiglia nel bosco”) ha deciso di collocare i bambini in una casa famiglia, trasformando la vita di tutta la famiglia in un incubo. Durante quell’intervento, Francesca è stata immobilizzata vicino alla figlia più piccola, schiacciata contro la cucina da due agenti alti quasi due metri, impedita persino di usare il cellulare per contattare il suo avvocato”.

“La pressione e lo schiacciamento fisico erano tali che si è urinata addosso. Quando aveva chiesto di andare in bagno, le era stato negato di andarci, se non sotto la sorveglianza di due agenti donne dentro e di un uomo fuori, con la porta semiaperta, come se fosse una criminale aggressiva, anziché una mamma stravolta da tale atto di forza e violenza. Tutto ciò è stato TOTALMENTE omesso dai verbali dei carabinieri e dell’assistente sociale”.

“Già mesi prima, il 7 maggio 2025, Francesca aveva visto i bambini portati via ‘a sorpresa’ dai servizi sociali, senza alcun preavviso, dalla scuola, provocandole una sincope che l’ha portata al pronto soccorso. Nonostante i video che dimostravano il tentativo disperato di Francesca di far tornare i bambini dalla zia, a cui erano stati inizialmente affidati, il Tribunale ha ignorato completamente la realtà, accusandola di aver fatto opposizione all’allontanamento dei suoi figli e per questo motivo togliendole la responsabilità genitoriale”!

“Ancora oggi la mamma non può sentire i suoi bambini nemmeno al telefono, e questo da tre mesi. Nel frattempo, la nuova assistente sociale ha bloccato ogni percorso sanitario ed educativo dei bambini, come la visita dal dentista per la figlia e la logopedia del figlio, dichiarando senza alcuna prova che le visite erano state fatte quando poco prima aveva dichiarato di non averle fatte”.

“Come se non bastasse, la casa famiglia in cui i bambini sono stati collocati è stata sospesa dal Sindaco il 5 dicembre scorso per gravi irregolarità, dimostrando l’inadeguatezza del collocamento e la superficialità con cui le istituzioni hanno trattato questa famiglia. Questa vicenda non riguarda solo Francesca. È un esempio drammatico di come le istituzioni e i servizi sociali possano fallire nel proteggere i minori, infliggendo loro traumi inutili e lasciando le famiglie senza strumenti di difesa”.

“Condivido questa storia per dare voce a Francesca, affinché nessuna mamma o papà si trovi mai più impotente di fronte a un sistema che dovrebbe tutelare i bambini e invece li traumatizza. Condividete anche voi. Restituiamo dignità, protezione e, prima di tutto, i suoi figli a Francesca”.