Testo… tratto da, www.rainews24.it!
È morta a 78 anni Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale, punto di riferimento in Italia e all’estero per la tutela dell’Infanzia e dell’adolescenza: la sua vita è stata un instancabile impegno a favore dei più piccoli, intrecciando l’attività clinica con quella istituzionale, la ricerca scientifica con la scrittura divulgativa, e la formazione con la sensibilizzazione sociale.
Nata a Roma il 5 agosto 1947, Maria Rita Parsi ha dedicato l’intera esistenza allo studio e alla difesa dei diritti dei bambini. Dopo una lunga carriera come docente, psicopedagogista e psicoterapeuta, nel 1986 si cimentò anche nella sceneggiatura televisiva, collaborando alla serie “Professione vacanze”, il cui protagonista, Jerry Calà, era stato in precedenza suo paziente.
Tuttavia, è nella psicoanimazione – metodologia da lei elaborata e applicata in ambito psicologico, pedagogico e terapeutico – che Maria Rita Parsi ha lasciato un segno indelebile. Fondatrice della Scuola italiana di psicoanimazione (Sipa), ha promosso un approccio umanistico per lo sviluppo del potenziale umano, trasformando concetti teorici in strumenti concreti di aiuto e crescita.
Nel 1992 fondò l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini”, che dal 2005 è diventata la Fondazione Movimento Bambino Onlus. Sotto la sua guida, la Fondazione si è affermata come centro di riferimento nella diffusione della Cultura dell’Infanzia e dell’adolescenza, combattendo abusi e maltrattamenti e promuovendo la tutela giuridica e sociale dei bambini. La sua visione era chiara: ascoltare i più piccoli, capirne i bisogni e garantire loro strumenti concreti di protezione.
Maria Rita Parsi ha anche portato la sua esperienza in televisione e nei media, partecipando a trasmissioni in qualità di esperta e conducendo programmi come Junior Tv. Collaboratrice abituale di testate come Il Messaggero, Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione, Oggi, Donna Moderna, Starbene e Riza Psicosomatica, ha coniugato rigore scientifico e chiarezza divulgativa, facendo della scrittura un mezzo per sensibilizzare un pubblico ampio e diversificato. Dal 1995 era iscritta come giornalista pubblicista all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
Il suo impegno istituzionale è stato altrettanto significativo. Dal 2021 era componente del Gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, iniziativa europea per contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti. Dal 2020 era esperta nell’Osservatorio per l’Infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia.
A livello internazionale, nel 2012 fu eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo, con sede a Ginevra, organismo che vigila sull’adozione e il rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dei minori. La sua presenza in questi organismi ha contribuito a plasmare politiche attente ai bisogni dei più piccoli e a promuovere standard di tutela elevati, non solo in Italia, ma a livello globale.
All’interno del panorama nazionale ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo: consulente tecnico del Tribunale Civile di Roma, membro del Comitato di Coordinamento contro l’abuso sessuale dei minori, componente di diritto dell’Osservatorio per l’Infanzia e dell’adolescenza, consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia, membro di comitati di autoregolamentazione pubblicitaria e televisiva e commissario della sezione Olaf della Siae.
Maria Rita Parsi è stata anche autrice prolifica, con oltre cento pubblicazioni che spaziano dalla psicologia alla narrativa, dalla saggistica scientifica alla divulgazione. Tra i suoi libri di psicologia spiccano titoli come Animazione in borgata (Savelli, 1976), Lo scarico (Savelli, 1978; tradotto in tedesco, Rowohlt, 1979), I quaderni delle bambine (Arnoldo Mondadori, 1990), Le mani sui bambini (Mondadori, 1998), S.O.S. Pedofilia.
Il suo contributo è stato riconosciuto da numerosi premi e onorificenze. Cavaliere al merito della Repubblica dal 1986, ha ricevuto il Premio Nazionale Paolo Borsellino (2009), il Premio Hemingway (2011), il Premio Eccellenza Donna (2021) e il Premio Edela (2022), tra altri riconoscimenti che hanno celebrato il suo impegno sociale, culturale e psicopedagogico.



