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La polizia di Stato di Palermo, su delega della Dda, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip, nei confronti di 9 indagati, di cui 8 in carcere ed uno agli arresti domiciliari, accusati a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso ed intestazione fittizia di beni.
L’indagine di squadra mobile e Sco
L’indagine della squadra mobile e dello Sco della direzione centrale anticrimine, denominata Intero Mandamento 2, avrebbero fatto luce sull’organigramma delle famiglie mafiose del mandamento della Noce e Cruillas che comprende le famiglie mafiose della Noce, Cruillas, Malaspina e Altarello.
Anche ad Altarello, come in altre zone di Palermo come emerso da decine di ordinanze e operazioni, serviva l’autorizzazione preventiva , fornita dal clan, per l’avvio di iniziative economiche.
L’insospettabile fra gli indagati
Tra gli indagati c’è un insospettabile ed incensurato artigiano palermitano, rintracciato a Pantelleria, finito ai arresti domiciliari, il quale, nonostante si occupasse della sua attività di falegname, di fatto sarebbe risultato un esattore del pizzo della famiglia mafiosa di Altarello. Nel corso dell’operazione è stato sequestrato un parcheggio a pagamento nel quartiere Noce che secondo le indagini è riconducibile formalmente ad un prestanome ma di fatto nella disponibilità di Pietro Tumminia.



