Home 108 Magazine I militari della Guardia di Finanza di Messina hanno concluso una significativa...

I militari della Guardia di Finanza di Messina hanno concluso una significativa operazione che ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di un soggetto originario della Calabria, ritenuto responsabile – secondo l’ipotesi accusatoria – di truffa, autoriciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria

IL PROVVEDIMENTO È STATO DISPOSTO DAL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO, SU RICHIESTA DEI MAGISTRATI DELLA PROCURA DIRETTA DAL DOTT. GIUSEPPE VERZERA

69

I militari della Guardia di Finanza di Messina hanno concluso una significativa operazione che ha portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di un soggetto originario della Calabria, ritenuto responsabile – secondo l’ipotesi accusatoria – di truffa, autoriciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta dei magistrati della Procura diretta dal dott. Giuseppe Verzera. L’indagine ha permesso di ricostruire un presunto sistema di raggiri ai danni di 39 ignari investitori, residenti principalmente nei comuni della fascia tirrenica messinese. Gli inquirenti ipotizzano che l’indagato avesse messo in piedi un vero e proprio “schema Ponzi”, basato sulla promessa di elevati rendimenti finanziari, mai realmente garantiti.

Una rete di società per occultare i fondi Attraverso approfondite verifiche, le Fiamme Gialle hanno ricostruito una complessa rete societaria, in gran parte con sedi all’estero, utilizzata secondo gli investigatori per reinvestire e schermare i proventi illeciti. Molte delle società individuate risultano essere meri indirizzi di domiciliazione, privi di uffici, utenze o personale, e sarebbero state create esclusivamente per dissimulare la provenienza delle somme raccolte.

Denunce e precedenti Indagini
L’operazione trae origine dalle querele presentate da nove investitori, che hanno permesso di ampliare un quadro già emerso nel 2021, quando la Guardia di Finanza aveva accertato l’esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata alla raccolta illecita del risparmio. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati avrebbero fatto leva sulla fiducia personale acquisita negli anni sul territorio come consulenti, convincendo i risparmiatori della solidità degli investimenti, pur essendo consapevoli dell’impossibilità di restituire le somme. Beni e conti sequestrati in 11 Paesi Grazie al ricorso agli strumenti di cooperazione internazionale, sono stati individuati… 41 conti correnti, anche virtuali, disponibilità finanziarie e beni mobili, in 11 diversi Paesi tra cui Bulgaria, Germania, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna.

Attraverso l’invio dei relativi Freezing Certificates – l’equivalente internazionale del sequestro preventivo – è stato bloccato l’importo ritenuto pari al profitto illecito complessivamente ottenuto, ossia 3.069.800 euro. Tutela dei risparmiatori L’operazione conferma la stretta collaborazione tra Guardia di Finanza, Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ed EUROJUST, in un settore particolarmente sensibile come la protezione dei cittadini da forme fraudolente di gestione finanziaria.