Testo…, tratto da… www.rainews.it!
Il 27 dicembre la Farnesina rende noto che la giornalista Cecilia Sala è stata fermata il 19 dicembre dalle autorità di polizia di Teheran: Sala, con regolare visto giornalistico, aveva realizzato 3 puntate del podcast Stories di Chora News e sarebbe dovuta rientrare a Roma il 20 dicembre, ma è stata portata nella prigione di Evin, dove vengono tenuti i dissidenti… il caso è seguito naturalmente dalla presidenza del Consiglio.
In una nota del ministero degli Esteri si legge: “Su disposizione del Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, l’Ambasciata e il Consolato d’Italia a Teheran stanno seguendo il caso’ della giornalista italiana Cecilia Sala fermata in Iran lo scorso 19 dicembre ‘con la massima attenzione sin dal suo inizio… in coordinamento con la Presidenza del Consiglio, la Farnesina ha lavorato con le autorità iraniane per chiarire la situazione legale di Cecilia Sala e per verificare le condizioni della sua detenzione”.
L’ambasciatrice d’Italia Paola Amadei ha ‘effettuato una visita consolare per verificare le condizioni e lo stato di detenzione di Cecilia Sala. La famiglia è stata informata dai risultati della visita consolare. In precedenza Cecilia Sala aveva avuto la possibilità di effettuare due telefonate con i parenti. In accordo con i genitori della giornalista, la Farnesina invita alla massima discrezione la stampa per agevolare una veloce e positiva risoluzione della vicenda’.
Dalla Rivoluzione islamica non solo americani ma anche europei, australiani, persone con doppia nazionalità e iraniani residenti all’estero, diventano spesso oggetto, in modo palese o in segreto, di trattative di ogni genere. Sono finiti nella famigerata prigione di Evin, dove ora è detenuta Sala e dove finì anche Alessia Piperno. Ed è proprio la scrittrice e travel-blogger, arrestata in Iran nel 2022 e poi rilasciata dopo 45 giorni di detenzione, a scrivere “Sono con te” sui suoi social, mentre Patrick Zaki posta su X “Il giornalismo non è un crimine”, esprimendo solidarietà a Sala.
“Il motivo dell’arresto di Cecilia Sala non lo sappiamo, è la grande domanda, fino a oggi non è stata formalizzata alcuna accusa, non si sa perché sia in carcere in isolamento: È incomprensibile e intollerabile per l’Italia”. Ad affermarlo è stato il direttore di Chora Media, Mario Calabresi, intervenuto a ‘Il Cavallo e la Torre’ su Raitre sull’arresto della giornalista che collabora con il Foglio e con Chora Media.
“Sin da subito il governo e la Farnesina sono stati molto attivi” per cercare di liberarla, ha sottolineato Calabresi.
Il Foglio: “L’arresto di Cecilia Sala, ennesima sfida all’Occidente”
“L’arresto di Cecilia Sala in Iran è l’ennesima sfida di Teheran all’Occidente”. Lo scrive Il Foglio, quotidiano con cui collabora la giornalista, detenuta dal 19 dicembre.
“Cecilia era in Iran, con un visto regolare, per raccontare un Paese che conosce e che ama”, scrive il direttore Claudio Cerasa.
“Un Paese in cui l’informazione viene soffocata a colpi di repressione, di minacce, di intimidazioni, di violenza, di detenzioni, spesso ai danni degli stessi giornalisti”.
“L’Iran è uno dei posti peggiori al mondo dove essere giornalisti” ricorda il giornale, “È uno dei paesi più repressivi del pianeta in termini di libertà di stampa”.
Schlein: “Preoccupati, in contatto con Governo per riportare Sala in Italia”
“Siamo molto preoccupati per il fermo in Iran della giornalista Cecilia Sala e seguiamo il caso da vicino e con grande apprensione. Chiediamo da subito al governo, con cui siamo già in contatto, di mettere in campo ogni iniziativa utile a far luce su questa vicenda, chiarezza sui motivi di questo trattenimento e, soprattutto, a riportare Cecilia Sala in Italia quanto prima.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
Renzi: “Massimo sostegno agli sforzi diplomatici”
“In questo momento l’unica cosa che conta è che Cecilia Sala torni a casa subito. Massimo sostegno agli sforzi diplomatici del governo. E un abbraccio grandissimo alla famiglia di Cecilia e ai suoi colleghi giornalisti”. Lo scrive su X Matteo Renzi.
Gozi: “Si adoperi l’Ue”
“Il governo italiano e l’Unione europea si adoperino senza indugio per ottenere l’immediato rilascio di Cecilia Sala. Coraggio Cecilia, siamo con te!”. Lo scrive Sandro Gozi sui social.
Magi: “Vigilino governo e Ue”
“Tutta la nostra vicinanza a Cecilia Sala, giornalista del Foglio e Chora News, arrestata in Iran mentre svolgeva il suo lavoro. Chiediamo al governo, che si sta già adoperando, e alle istituzioni europee di vigilare e fare tutto il possibile per riportare quanto prima Cecilia a casa”. Lo afferma il segretario di Più Europa, Riccardo Magi.
Bonelli: “Tutelare suoi diritti”
“Esprimo profonda preoccupazione per il fermo della giornalista italiana Cecilia Sala, avvenuto il 19 dicembre scorso a Teheran. Chiedo al Governo italiano, con il quale siamo già in contatto, di agire con urgenza per garantire la liberazione di Cecilia Sala e il suo ritorno in sicurezza in Italia. In questa fase, è cruciale che siano adottate tutte le misure diplomatiche necessarie per tutelare i suoi diritti”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
L’Unione europea: “Seguiamo da vicino il caso”
La Commissione europea “segue da vicino” la situazione di Cecilia Sala, attualmente detenuta in Iran. Lo fa sapere il portavoce dell’esecutivo Ue responsabile per la Politica estera, Anouar El Anouni, senza aggiungere altri commenti a tutela della riservatezza dei contatti diplomatici. A Bruxelles il caso è considerato particolarmente “sensibile” data la sua connessione con Teheran.
L’Onu: “I giornalisti devono essere protetti”
“Non abbiamo notizie specifiche” sulla vicenda, “posso però ribadire la posizione dell’ONU che iI giornalisti dovrebbero essere lasciati lavorare liberamente e devono essere protetti”. Lo ha detto una portavoce dell’Onu durante l’incontro quotidiano con i media rispondendo a una domanda sull’arresto, avvenuto a Teheran il 19 dicembre, della giornalista italiana Cecilia Sala. Al momento del briefing, la portavoce ha spiegato che le Nazioni Unite non avevano ulteriori dettagli.
Amnesty Italia: “Il giornalismo non è reato”
“Stiamo seguendo con attenzione la vicenda. Auspichiamo che sia scarcerata e possa riprendere al più presto la sua attività di giornalista, come è suo diritto. Il giornalismo non è reato”, dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, sulla notizia dell’arresto della giornalista Cecilia Sala avvenuto il 19 dicembre a Teheran.
La Fondazione Nilde Iotti: “Il governo operi per Cecilia Sala”
La Fondazione ‘Nilde Iotti’ esprime “profonda solidarietà a Cecilia Sala” di cui “abbiamo apprezzato ed apprezziamo – dichiara la presidente Livia Turco – la determinazione a combattere per la libertà delle donne nel mondo mettendo a disposizione la sua competenza di giornalista libera, rigorosa, coraggiosa, e la sua umanità”.
“Ci piace ricordare che nel 2022 ha vinto il Premio giornalistico ‘Nilde Iotti’ con l’articolo pubblicato su Vanity Fair ‘Il grande Satana per noi. Intervista al Vicepresidente della Repubblica Islamica dell’Iran'” aggiunge Livia Turco. “L’arresto di Cecilia Sala è un pesante attacco al valore fondamentale della libertà .Siamo sicure che il governo italiano stia operando con determinazione perché Cecilia torni presto tra noi” conclude.



