In data 16 luglio 2024…, i Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura, nei confronti di nove persone.
Tra queste, quattro sono state destinate alla custodia in carcere e cinque agli arresti domiciliari, con l’accusa, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e “detenzione e spaccio di stupefacenti”. Le Indagini, condotte dalla Compagnia di Messina Centro tra novembre 2020 e settembre 2021 con il supporto di tecniche investigative, servizi di osservazione e riscontri, sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina. Queste attività hanno rivelato l’esistenza di un’organizzazione criminale operante a Messina, capace di gestire una rete efficiente di distribuzione di grandi quantità di marijuana e cocaina provenienti da Catania e dalla Calabria. L’inchiesta ha delineato la struttura del gruppo criminale, identificandone promotori e organizzatori, i responsabili della detenzione e cessione della droga, e coloro che si occupavano della contabilità del traffico. In particolare, è stata localizzata la base operativa del gruppo, situata nell’appartamento di uno degli indagati agli arresti domiciliari per reati specifici nella zona “Ritiro” di Messina. Questo appartamento sarebbe stato utilizzato come luogo principale per la pianificazione delle attività criminali, anche in momenti di tensione dovuti agli arresti dei membri, nonché come punto di stoccaggio e occultamento delle droghe. Le Indagini hanno inoltre evidenziato il ruolo attivo delle donne all’interno dell’organizzazione, le quali avrebbero fornito supporto logistico nella fase di reperimento e trasporto della droga, e assistenza economica agli altri membri del gruppo. Curioso il gergo utilizzato per riferirsi alle dosi di droga, chiamate “profumo”. Nel corso delle Indagini, i Carabinieri avevano già arrestato sei persone in flagranza di reato e sequestrato circa 8 kg di sostanze stupefacenti, tra cocaina e marijuana. Quanto riportato, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati, che, considerata l’attuale fase delle Indagini Preliminari, sono da presumersi innocenti fino a sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità.
È importante sottolineare che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio tra le parti davanti a un Giudice terzo e imparziale, potrebbe concludersi con la prova dell’assenza di ogni responsabilità per gli indagati.



