Testo… tratto, da www.blogsicilia.it!
“Io offendo i siciliani? E’ una menzogna: I siciliani li offende lui con le sue nomine”. Carlo Calenda, leader di Azione, deputato eletto in Sicilia ma che in Sicilia è tornato di rado, sbarca nell’Isola quattro giorni dopo lo scontro verbale con il governatore Renato Schifani alla festa dei giovani azzurri… e lo fa non per cercare la pace ma per rincarare la dose.
Commissariare la Sicilia
“Bisogna commissariare la Sicilia, deve essere lo Stato a erogare i servizi. Non c’è un’altra soluzione” sostiene il leader di Azione secondo il quale l’Ars non si occupa dei siciliani e neanche la Regione.
E’ un rimarcare la sua posizione, quella di Carlo Calenda, leader di Azione, a quattro giorni dallo scontro verbale alla festa dei giovani azzurri con il Presidente Renato Schifani che lo accusa di aver offeso la Sicilia e i siciliani, sbarca nell’Isola per rincarare la dose. Parla di una Sicilia dove non funziona niente per colpa della Regione e nega di aver offeso i siciliani. Al contrario sostiene, da eletto in Sicilia, che la sua è una battaglia per i siciliani.
Il nuovo attacco
“Ad offenderli è Schifani con le sue nomine. Mette un giovane come Genovese alla guida dell’Ast sol perché gli serve l’appoggio di Lombardo. Sarà un bravo ragazzo ma che competenza può avere a 29 anni. E questo avviene in una regione nella quale il tasso di uso dei mezzi pubblici è il più basso d’Italia”.
Per Calenda la situazione è ormai incancrenita, “lo Statuto Autonomistico ha fallito e la situazione può solo peggiorare per effetto di una classe politica che guarda solo ai propri interessi, che sta opprimendo la Sicilia”.
Poi attacca sulle mancette, sulla crisi idrica che non viene gestita, sulle nomine appena fatte e porta ad esempio di clientelismo politico la scelta del giovane Luigi Genovese quale Presidente Ast.



