La barca non ha timoniere…, e forse non l’ha mai avuta… l’assenza di una struttura societaria credibile e operativa concretamente da 8 anni nell’Acr Messina si è rivelata perché non c’è di fatto mai stata.
L’ex Presidente Pietro Sciotto quando rivendica gli otto anni di gestione, dimentica le gravissime mancanze che proprio lui ha alimentato. Prima di tutto e non vedo perché doveva passare in cavalleria, anche per alcuna stampa (non ha mai rappresentato veramente il problema ma si è tirato a campare con la prima squadra).
Il settore giovanile in otto anni poteva produrre profitti. Tutti sanno a Messina, chi sa di sport lo sa, che dal 2005 al 2008 ci sono ragazzi di talento costretti a giocare nelle scuole calcio di appartenenza nei campionati inferiori o fuori Messina. Una cosa abominevole.
Società satellite che, dopo aver preso in mano il settore giovanile sperando che Sciotto desse un apporto o peggio ancora volenterose ma allo scadere dell’anno sono fuggite via (sono dati). Altri colpevolmente hanno dato in mano i ragazzi locali in pasto alla fortuna, privilegiando persone di fuori senza alcun curriculum credibile. E vabbè passi pure questo.
Ma le parole di Sciotto al termine della presunta trattativa pesano come macigni “ho lasciato il Messina in buone mani”, sì è visto. Tale comportamento non può e non deve passare sotto traccia. I rappresentanti delle Istituzioni, seppur con iniziative ormai tardive e i promotori di azioni economiche lodevoli seppur intraprese tardivamente devono reagire adesso. Ora, si salva il salvabile. Solo così si cambia rotta. Io ci sono.



