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‘La misura degli arresti domiciliari è «pienamente proporzionata alla gravità dei fatti e adeguata ad assicurare le esigenze cautelari»: Questo perché «soltanto una drastica limitazione delle libertà di movimento e comunicazione può impedirgli non solo di continuare a svolgere l’attività medica presso strutture convenzionate, nelle quali disporrebbe di poteri pubblicistici di cui potrebbe nuovamente abusare per scopi illeciti, ma anche di mantenere i contatti con quella rete di relazioni e rapporti in cui sono maturate le condotte delittuose»’

ECCO PERCHÉ, IN SINTESI, I GIUDICI DEL RIESAME HANNO CONFERMATO GLI ARRESTI DOMICILIARI PER IL MEDICO 70ENNE FRANCESCO STAGNO D’ALCONTRES, EX PRIMARIO DELLA CHIRURGIA PLASTICA DEL POLICLINICO DI MESSINA ED EX PARLAMENTARE, ARRESTATO IL 5 DICEMBRE SCORSO CON LE ACCUSE DI CONCUSSIONE, CORRUZIONE, INDUZIONE INDEBITA A DARE O PROMETTERE UTILITÀ E TRUFFA

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Articolo… tratto da, www.gazzettadelsud.it!

‘La misura degli arresti domiciliari è «pienamente proporzionata alla gravità dei fatti e adeguata ad assicurare le esigenze cautelari»: Questo perché «soltanto una drastica limitazione delle libertà di movimento e comunicazione può impedirgli non solo di continuare a svolgere l’attività medica presso strutture convenzionate, nelle quali disporrebbe di poteri pubblicistici di cui potrebbe nuovamente abusare per scopi illeciti, ma anche di mantenere i contatti con quella rete di relazioni e rapporti in cui sono maturate le condotte delittuose»’.

Oltretutto, per un verso è «particolarmente allarmante la manifestata intenzione dell’indagato di continuare a svolgere la professione sanitaria anche dopo il pensionamento», e per altro verso c’è «l’assoluta insufficienza del collocamento a riposo dell’indagato ad elidere tale trama di relazioni».

Ecco perché, in sintesi, i giudici del Riesame hanno confermato gli arresti domiciliari per il medico 70enne Francesco Stagno d’Alcontres, ex primario della Chirurgia plastica del Policlinico di Messina ed ex parlamentare, arrestato il 5 dicembre scorso con le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Secondo la Procura avrebbe preteso contributi di diverse decine di migliaia di euro – in tutto circa 700mila euro -, da alcune case farmaceutiche e imprese di prodotti medicali per l’organizzazione di un congresso medico, in cambio del suo “sta bene” per assicurare le forniture nel suo reparto alle stesse ditte.