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La strana Analisi della psicologa e criminologa torinese, Roberta Bruzzone: durante la puntata di venerdì 13 febbraio 2026 di ‘#Quarto #Grado’ il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, è stato diffuso un Video nel quale la citata dottoressa analizza l’apertura della porta per accedere alla Cantina di Casa Poggi a Garlasco dove il 13 agosto 2007 venne rinvenuto il cadavere della 26enne Chiara Poggi (per il suo omicidio è stato condannato nel 2015 dai magistrati della Cassazione a 16 anni di Carcere l’ex fidanzato Alberto Stasi)

LA PROFESSIONISTA BRUZZONE, NEL CONTESTO DI UNA CONSULENZA PRIVATA ESPERITA IN FAVORE DEI FAMILIARI DI CHIARA (COSTITUITISI PARTE CIVILE NEL PROCEDIMENTO PENALE INNANZI AL TRIBUNALE DI PAVIA IN CUI DA CIRCA 1 ANNO È INDAGATO ANDREA SEMPIO) NEL FILMATO HA CERCATO DI DIMOSTRARE L'INCONGRUENZA DELLE DICHIARAZIONI DI ALBERTO STASI IN RIFERIMENTO A COME LUI DESCRISSE DI AVERE EFFETTUATO L'APERTURA DEL BATTENTE A SOFFIETTO

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La strana Analisi della psicologa e criminologa torinese, Roberta Bruzzone: durante la puntata di venerdì 13 febbraio 2026 di ‘#Quarto #Grado’ il programma condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, è stato diffuso un Video nel quale la citata dottoressa analizza l’apertura della porta per accedere alla Cantina di Casa Poggi a Garlasco dove il 13 agosto 2007 venne rinvenuto il cadavere della 26enne Chiara Poggi (per il suo omicidio è stato condannato nel 2015 dai magistrati della Cassazione a 16 anni di Carcere l’ex fidanzato Alberto Stasi).

La professionista Bruzzone, nel contesto di una Consulenza privata esperita in favore dei familiari di Chiara (costituitisi Parte Civile nel Procedimento penale esistente innanzi al Tribunale di Pavia in cui da circa 1 anno è indagato Andrea Sempio) nel filmato ha cercato di dimostrare l’incongruenza delle dichiarazioni di Alberto Stasi in riferimento a come lui descrisse di avere effettuato l’apertura del battente a soffietto.

La Bruzzone, sembra aver dimenticato il fatto che all’epoca dell’omicidio la porta da lei analizzata era difettosa e si apriva nel verso opposto, quindi in realtà le affermazioni di Stasi risultano essere veritiere.

Appare singolare che una psicologa analizzi una porta, un compito spettante senza molti dubbi a figure diverse che possono essere… un architetto oppure un geometra, un ingegnere o un perito edile.

In generale, una psicologa criminologa non è la figura professionale competente per effettuare una perizia Tecnica di tipo strutturale o meccanico su una porta (come ad esempio analizzare la resistenza dello scasso, il tipo di serratura o la modalità tecnica di effrazione). Tuttavia, il suo ruolo forense permette di analizzare la porta in un contesto diverso.

Ecco le distinzioni chiave:

  • Ciò che NON può fare (perizia Tecnica): Analizzare la porta per stabilire come è stata scassinata dal punto di vista ingegneristico o di carpenteria metallica. Questo spetta a un perito tecnico/balistico o esperto in sicurezza.
  • Ciò che PUÒ fare (Analisi Criminologica): Una psicologa forense può analizzare la scena del crimine e, di conseguenza, la porta, per comprendere l’intenzione, le modalità comportamentali o lo stato psicologico dell’autore del reato (ad esempio, se la porta è stata sfondata con furia, o aperta con destrezza, per dedurre il profilo dell’autore o la dinamica vittimologica).
  • Consulente Tecnico di Parte (CTP): Se nominata come consulente di parte, può visionare la porta per inquadrare l’evento all’interno di una perizia più ampia riguardante l’autore del reato o la vittima.

In sintesi, la perizia dello psicologo criminologo è centrata sull’autore/vittima, non sull’oggetto in sé. Se la porta è oggetto di analisi per le dinamiche comportamentali criminali, l’esperto può farne oggetto di valutazione nel suo ambito di competenza.

Da quanto sopra evidenziato, si nota come la dottoressa Bruzzone nella trasmissione di ieri sera, si sia avventurata in una spiegazione di tipo tecnico (quindi non di sua competenza) senza spiegare che negli attimi seguenti all’uccisione di Chiara Poggi l’oggetto da lei visionato non era posizionato nella medesima posizione nella quale lei ha potuto ispezionarlo e lo stesso funzionava in modo errato.