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L’inchiesta su mafia, sanità e corruzione in Sicilia sbarca all’Azienda sanitaria provinciale di Messina, più volte citata nelle ricostruzioni dei presunti rapporti fra il manager Salvatore Iacolino ed il boss di Favara Carmelo Vetro

GIUSEPPE CUCCÌ E GIANCARLO NIUTTA OGGI IN PROCURA A PALERMO

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Testo… tratto da, www.blogsicilia.it!

L’inchiesta su mafia, sanità e corruzione in Sicilia sbarca all’Azienda sanitaria provinciale di Messina, più volte citata nelle ricostruzioni dei presunti rapporti fra il manager Salvatore Iacolino ed il boss di Favara Carmelo Vetro.

Giuseppe Cuccì e Giancarlo Niutta oggi in Procura a Palermo
I vertici dell’Asp di Messina vengono ascoltati proprio oggi in Procura a Palermo come persone informate sui fatti, insomma testimoni: il procuratore aggiunto di Palermo Vito Di Giorgio e il Pm Gianluca De Leo che conducono l’inchiesta hanno convocato il manager dell’Azienda sanitaria della città dello Stretto Giuseppe Cuccì ed il direttore amministrativo Giancarlo Niutta. Così come già avvenuto con la Vice Presidente della Commissione regionale antimafia Bernadette Grasso, non sono indagati ma possono fornire elementi utili all’inchiesta. Secondo la Procura l’allora direttore generale della pianificazione strategica in sanità, Salvatore Iacolino, poi nominato manager del Policlinico di Messina ma rimasto solo pochi giorni a causa della esplodere dell’inchiesta, avrebbe introdotto il boss Vetro e le sue aziende anche nella sanità Messinese.

Atteso il ricorso al Tribunale del riesame di Iacolino
Mentre l’inchiesta va avanti la difesa di Iacolino prepara il ricorso al Tribunale del riesame contro il sequestro dei telefonini e di 88 mila euro in contanti trovati a casa del manager. E’ probabile che gli avvocati difensori lo depositino domani ovvero giovedì 19 marzo, ma nel frattempo Iacolino si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai giudici che lo avevano convocato per l’interrogatorio preventivo.

Prima di farlo rispondere alle domande dei magistrati gli avvocati difensori vogliono conoscere le accuse nel dettaglio e proprio il ricorso al tribunale del riesame permetterà loro di acquisire le carte di cui è in possesso la Procura ma ancora non notificate. Iacolino, infatti, è in possesso solo delle 14 pagine contenute nell’avviso di garanzia e nel mandato di perquisizione ma l’impianto accusatorio e le ricostruzioni fatte nell’ambito dell’indagine sono certamente molto più ampie