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Mamme iperprotettive innescano alterazioni funzionali al cervello dei figli: i risultati di due studi dell’Università di Torino

IL CONCETTO DI GENITORIALITÀ DISFUNZIONALE

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Testo…, tratto da… www.orizzontescuola.it!

Mamme iperprotettive innescano alterazioni funzionali al cervello dei figli: i risultati di due studi dell’Università di Torino.

Il concetto di genitorialità disfunzionale
La genitorialità disfunzionale rappresenta un settore di crescente interesse nella ricerca psicologica, soprattutto per quel che riguarda gli effetti che può generare sullo sviluppo neuropsicologico e sulla regolazione emotiva dei figli. Oltre alle forme di abuso comunemente riconosciute, come quelle fisiche, sessuali o emotive, e alla trascuratezza, viene oggi analizzata anche una modalità educativa meno evidente… il controllo eccessivo da parte dei genitori.

Questo atteggiamento si configura attraverso pratiche di iperprotezione e intrusività che, pur non manifestandosi come forme di violenza esplicita, possono comunque limitare l’autonomia del bambino, compromettendone la capacità relazionale, di esplorazione e di costruzione di un’identità autonoma.

‘Due studi condotti da ricercatrici e ricercatori dell’Università di Torino hanno tentato di dimostrare come un atteggiamento eccessivamente protettivo verso i figli non sia sempre un bene, anzi’ –
Il primo studio: alterazioni della connettività cerebrale in fase di riposo
Il primo studio ha coinvolto un campione di 71 giovani adulti e ha analizzato la relazione tra il controllo genitoriale percepito e la connettività funzionale cerebrale in stato di riposo, attraverso l’utilizzo dell’elettroencefalogramma. I dati raccolti hanno evidenziato una correlazione positiva tra il controllo materno e l’aumento della connettività nella banda theta tra la Salience Network e la Central Executive Network. Questo schema neurofisiologico suggerisce una predisposizione a percepire l’ambiente come minaccioso, caratteristica ricorrente tra coloro che hanno vissuto esperienze di ipercontrollo.

Tale relazione è risultata indipendente dalla presenza di altri traumi infantili e dai livelli generali di psicopatologia, e i risultati ottenuti indicano l’ipotesi che il controllo genitoriale eccessivo possa essere inquadrato come una forma autonoma di trauma relazionale.

Il secondo studio: risposte cerebrali agli stimoli legati all’attaccamento
Nel secondo studio, i partecipanti sono stati esposti a stimoli relativi al sistema di attaccamento – indicato nello studio come Adult Attachment Projective Picture System – prima e dopo una registrazione EEG. L’obiettivo era esaminare come la percezione di una genitorialità disfunzionale potesse modulare le risposte cerebrali.

Nei soggetti con alta percezione di genitorialità disfunzionale, è stata riscontrata un’aumentata connettività tra la corteccia cingolata anteriore e il giro sopramarginale sinistro nella banda alfa media, esclusivamente dopo l’attivazione del sistema di attaccamento. Inoltre, questa attivazione è risultata correlata positivamente con difficoltà nella regolazione emotiva, suggerendo un meccanismo di compensazione che ostacola l’integrazione mentale.

Verso un riconoscimento formale
Stando alle evidenze scientifiche raccolte nei due studi, il controllo genitoriale eccessivo potrebbe essere considerato una forma specifica di maltrattamento infantile, con effetti misurabili sul piano neurobiologico. Il gruppo di ricerca ha sottolineato come tale forma di controllo non rappresenti semplicemente uno stile educativo severo, ma possa innescare alterazioni funzionali significative nel cervello. Il riconoscimento formale di questa tipologia nel quadro delle esperienze avverse infantili consentirebbe una migliore comprensione delle sue conseguenze psicopatologiche e una più efficace impostazione degli interventi clinici.