Testo… tratto, da www.gazzettadelsud.it!
‘Messina, il duplice omicidio a Camaro: «C’è un’obiezione insuperabile… come si può premeditare un omicidio in casa propria?». Oppure «la regola interpretativa della prova dovrebbe essere sempre quella più favorevole all’imputato, ma noi abbiamo visto sempre il contrario in questa storia». O ancora «siamo di fronte ad una spaccata ipotesi di legittima difesa domiciliare». Oppure «abbiamo rasentato la illogicità nella sentenza impugnata»’.
È andato avanti per oltre tre ore ieri mattina l’avvocato Carlo Taormina per convincere giudici e giurati della corte d’assise d’appello che Claudio Costantino, il suo assistito, il 1° di gennaio del 2022 non aveva affatto programmato l’uccisione di Giovanni Portogallo e Giuseppe Cannavò, ma venne invece affrontato in casa dai due che erano armati e si difese «sparando all’impazzata».
E che non merita l’ergastolo come continua a ripetere l’accusa anche in secondo grado, lo ha fatto all’udienza scorsa nel giorno della requisitoria il sostituto procuratore generale Giuseppe Costa, ma deve essere condannato certamente ad una pena di molto inferiore, anche più dei vent’anni decisi in primo grado.



