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Morti di vergogna: si sono suicidati sabato i genitori di Claudio Carlomagno il 41enne che la mattina del 09 gennaio scorso nella sua casa di Anguillara Sabazia ha ucciso con 23 coltellate la moglie e coetanea… Federica Torzullo, perché non sono riusciti a superare i sospetti

'CHE COS'È LA VERGOGNA...? UN SOTTILE FILO CHE DIVIDE L'APPARENZA DALLE PIÙ INTIME REALTÀ DI OGNI INDIVIDUO. SI VIVE SEMPRE DI PIÙ DI APPARENZA PIÙ CHE DI VIVERE UNA VITA CHE PROFUMA DI REALTÀ... QUANTO SAREBBE BELLO. NON HANNO RETTO I CONIUGI CARLOMAGNO. SABATO 24, SONO STATI TROVATI MORTI, IMPICCATI NELLA LORO VILLETTA AD ANGUILLARA SABAZIA, IN PROVINCIA DI ROMA'

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Morti di vergogna: si sono suicidati sabato i genitori di Claudio Carlomagno il 41enne che la mattina del 09 gennaio scorso nella sua casa di Anguillara Sabazia ha ucciso con 23 coltellate la moglie e coetanea… Federica Torzullo, perché non sono riusciti a superare i sospetti.

‘Che cos’è la vergogna…? Un sottile filo che divide l’apparenza dalle più intime realtà di ogni individuo. Si vive sempre di più di apparenza più che di vivere una vita che profuma di realtà… quanto sarebbe bello. Non hanno retto i coniugi Carlomagno. Sabato 24, sono stati trovati morti, impiccati nella loro villetta ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma’.

Pasquale Carlomagno imprenditore della DITTA dove si è consumata la MATTANZA e Maria Messenio ex poliziotta in pensione, avrebbero lasciato una lettera d’addio al loro altro figlio minore in cui avrebbero spiegato il loro gesto. Forse il dolore e la vergogna per il femminicidio commesso dal figlio. Non hanno retto ALLA GOGNA MEDIATICA, all’umiliazione e all’accettazione di avere cresciuto al meglio un figlio “ASSASSINO”.

I consorti, si sono impiccati a una trave del portico del giardino che avevano curato fino a quando il figlio è stato arrestato per l’omicidio della moglie. Avranno pensato e ripensato a quegli orribili momenti quando il loro “bravo ragazzo” uccideva con molteplici coltellate la moglie, la donna di una vita, come una figlia per loro.

Non hanno resistito al pensiero che dopo aver tentato di bruciarla Federica Torzullo, non essendoci riuscito il figlio, ha scavato una fossa con l’escavatore della propria IMPRESA l’ha letteralmente massacrata, era nuda e nell’occultarla nel “grande buco nero della fine”, le ha amputato una gamba e altri pezzi del corpo… che corpo non era più.

Per riconoscerla, la sorella ha notato l’unica cosa riconoscibile i gioielli che portava al polso, la terra mista a ghiaia aveva tappato del tutto la bocca e sfigurato quello splendido sorriso che Federica regalava sempre a tutti ma specialmente al suo amato bambino di 10 anni, ora con i nonni materni. Resa una bambola vuota senza più volto, gambe e dignità umana sono scomparse.

L’ennesima donna deceduta… e con lei il sentimento inaccettabile di vergogna dei genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso. Il dolore di quei sospetti sull’aiuto del padre, quegli interrogatori alla mamma in caserma, quei sospetti che anche se non veri nessuno gli avrebbe mai scrollato più di dosso, hanno condotto una famiglia alla realizzazione dell’atto oscuro. Come azione di umiliazione e forse anche per chiedere perdono a colei che gli aveva regalato la gioia di quel nipotino, ormai orfano di femminicidio e privato anche dei nonni, che forse non hanno superato la possibilità di non poterlo vedere più crescere.

Il giudizio, gli sguardi, i mormorii a volte possono essere “cattivi e subdoli” da far sembrare migliore l’oscurità del suicidio, l’unica via di luce in una tragedia dentro la tragedia che ha fatto spezzare quel sottile filo che divide l’apparenza, la dignità dalle più intime e nascoste realtà di ogni individuo.