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Nell’ambito delle indagini a carico del 24enne di Palagonia Vincenzo Buscemi, indagato per l’omicidio dello zio paterno Giuseppe, un 43enne del luogo, ucciso con una pistola in una villetta di contrada Vanghella il 20 ottobre scorso, i componenti della Compagnia Carabinieri di Palagonia (CT), diretti al capitano Stefano Russo, hanno eseguito in data odierna l’ordinanza cautelare di custodia in carcere (grazie ad un nuovo grave quadro indiziario che ha fornito il compendio fattuale alla base della domanda avanzata ed accolta dall’autorità giudiziaria), con la quale il GIP del Tribunale di Caltagirone ha accolto la richiesta di aggravamento della locale Procura, rinchiudendo l’uomo al carcere di Caltagirone, ed annullando la detenzione domiciliare alla quale era sottoposto

DURANTE L’INTERROGATORIO DI GARANZIA L’INDAGATO AVEVA SOSTENUTO LA TESI DELLA LEGITTIMA DIFESA, AFFERMANDO DI ESSERSI AVVENTATO CONTRO LO ZIO NEL TENTATIVO DI DISARMARLO PER DIFENDERE LA MOGLIE ED IL FIGLIOLETTO E CHE, DURANTE TALE FASE DI CONCITAZIONE, ERANO PARTITI I COLPI DALL’ARMA: IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI AVEVA APPLICATO NEI SUOI CONFRONTI LA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI

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Nell’ambito delle indagini a carico del 24enne di Palagonia Vincenzo Buscemi, indagato per l’omicidio dello zio paterno Giuseppe, un 43enne del luogo, ucciso con una pistola in una villetta di contrada Vanghella il 20 ottobre scorso, i componenti della Compagnia Carabinieri di Palagonia (CT), diretti al capitano Stefano Russo, hanno eseguito in data odierna l’ordinanza cautelare di custodia in carcere (grazie ad un nuovo grave quadro indiziario che ha fornito il compendio fattuale alla base della domanda avanzata ed accolta dall’autorità giudiziaria), con la quale il GIP del Tribunale di Caltagirone ha accolto la richiesta di aggravamento della locale Procura, rinchiudendo l’uomo al carcere di Caltagirone, ed annullando la detenzione domiciliare alla quale era sottoposto.

Durante l’interrogatorio di garanzia l’indagato aveva sostenuto la tesi della legittima difesa, affermando di essersi avventato contro lo zio nel tentativo di disarmarlo per difendere la moglie ed il figlioletto e che, durante tale fase di concitazione, erano partiti i colpi dall’arma: il Giudice per le Indagini Preliminari aveva applicato nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Dall’immediata e successiva attività investigativa, condotta dai militari dell’Arma con il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di sede, sarebbero invece emerse la piena disponibilità dell’arma, oltretutto provento di furto, in capo all’indagato oltre alla premeditazione nel delitto, facendo venire, così alla luce in una fase del Procedimento nella quale non è ancora intervenuto il contraddittorio tra le parti (inquirenti e soggetto su cui si indaga) dei nuovi spunti investigativi conducenti ad una dinamica dei fatti differente da quella precedentemente sostenuta dall’indiziato. In merito a questo, secondo quanto hanno riferito ai giornalisti di www.dayitalianews.com i referenti della Sala operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, si attende un ulteriore interrogatorio dell’arrestato. Va evidenziato che si tratta di una fase investigativa in cui il giovane non ha ancora potuto rispondere ai nuovi elementi dell’accusa.