“Non si muore una sola volta ma tutte le volte che l’indifferenza e l’ipocrisia vincono sul respiro della verità: Lo insegna la morte di Sara Campanella, lo insegna la morte di Papa Francesco. In poco meno di un mese è successo di tutto. Da qualche giorno ci sono meno fiori sul marciapiede di Sara, da qualche giorno ci sono più lettere sui giornali che lacrime”. Sul suo omonimo Profilo Facebook, lo ha scritto oggi lo psicologo Angelo Fabio Costantino, ex garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Messina.
Prosegue così il testo diffuso da Costantino:
- “sembra quasi che al dolore ci si abitui magari perché lo sostituisci con la rabbia. Con un marciapiede ancora sporco di sangue c’è qualcuno che trova il tempo di accusare le Presidenti dei centri antiviolenza di procacciarsi i clienti attraverso le denunce delle donne. Se poi quel qualcuno è un uomo e un rappresentante Istituzionale allora tutto diventa più triste. Invece di sovvenzionare i centri antiviolenza si sogna dì sostituirli con un assessorato dedicato che magari raccolga solo le denunce dei nemici e non degli amici”;
- “per qualcuno è proprio necessario un assessore che ricordi, una volta ogni morte di papa, come si dice dalle nostre parti, che anche un uomo può essere maltrattato da una donna. Anche questo bisogna sentire! In questi giorni un Papa è effettivamente morto e con lui sono spariti i migranti e le etnie speciali. I barconi non vengano più respinti e il mediterraneo ha smesso di essere un cimitero. I bambini non muoiono più sotto le bombe e ai soldati hanno dato in dotazione i tulipani invece dei fucili”;
- “sono fallite le fabbriche di carri armati perché si vendono più alberi che missili. Così sognava Francesco e così in soli 4 giorni sta accadendo. Dal riarmo alla riforestazione in solo 4 giorni. I siciliani sono diventati finalmente tutti Italiani come tutti i bambini nati in Italia da genitori stranieri. Non sono più necessari leggi per ‘Ius soli, Ius Scholae e Ius Culturae’. Siamo tutti fratelli. L’accademia della crusca ha cancellato la parola ‘NEGRO’ dal vocabolario. I divorziati non hanno più la peste, i carcerati si stanno tutti riabilitando e gli omosessuali non sono più considerati malati”;
- “siamo tutti più umani; ogni morte di Papa! Il Papa è morto davvero a noi non ci resta che seppellirlo per poi dimenticarlo. A me Francesco piaceva tantissimo e se dopo 10 anni sono tornato in Chiesa lo devo a lui e a un prete con la chitarra in mano ed i capelli lunghi. Mi piace la Chiesa che per assomigliare a Dio diventa sempre più umana come la paura di un bambino, la disperazione di una madre e il respiro affannoso di un vecchio. Il marciapiede è ancora sporco di sangue ed è forse meglio tacere. Il sorriso di Francesco è più potente di qualsiasi talare preziosa e non smetterà di consolare”.



