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Per capire come si esprimerà il tribunale di Pavia sul dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi e attribuito dalla procura ad Andrea Sempio (la decisione è attesa entro il 18 dicembre), bisogna partire dall’udienza secretata che si è tenuta lo scorso 26 settembre a Palazzo di Giustizia nell’incidente probatorio [Video]

IL NODO DELLA LINEA PATERNA DELLA PERSONA A CUI APPARTIENE IL DNA

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Testo… tratto da, www.tgla7.it!

Per capire come si esprimerà il tribunale di Pavia sul dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi e attribuito dalla procura ad Andrea Sempio (la decisione è attesa entro il 18 dicembre), bisogna partire dall’udienza secretata che si è tenuta lo scorso 26 settembre a Palazzo di Giustizia nell’incidente probatorio.

Il nodo della linea paterna della persona a cui appartiene il dna
Il Tg La7 ha avuto modo di leggere il verbale integrale di quell’udienza che di fatto è la premessa del risultato a cui arriverà la genetista Denise Albani, nominata dal tribunale: quello cioè – si legge nel documento (che vi mostriamo per la prima volta) di attribuire il dna alla linea genetica paterna della persona e non a un singolo individuo” che lo ha lasciato sul corpo di Chiara. Nello specifico sul mignolo della mano destra e sul pollice della mano sinistra.

Per i periti della procura quel dna appartiene alla linea paterna di Sempio. Semplificando: per i magistrati è di Andrea Sempio. È la tesi che sosterranno in un eventuale processo. Albani (cioè il tribunale) ora dovrà certificarlo. Nell’udienza di settembre, la genetista parte da una premessa: “Si tratta di profili genetici parziali, non consolidati e, per di più, misti”. Specifica anche “non potrò mai dire che quel profilo è di Tizio perché concettualmente sbagliato”. “Non si può individuare una singola persona, spiega la Albani, ma il contesto familiare di appartenenza”. Queste le parole chiare della genetista.

Il confronto del dna con quello degli amici di Sempio
Concetti sui quali nelle ultime settimane si sono arroccate le difese di Sempio e la parte civile. Ma la premessa dell’Albani scagiona davvero Sempio? Non ci sono elementi per dirlo tant’è vero che la perita del tribunale conclude così: “Per chiudere il cerchio analizzerò quel dna (oltre che con quello di Andrea Sempio e di Alberto Stasi) anche con quello dei tre soggetti che ho a disposizione (si tratta di tre amici di Sempio: Mattia Capra, Roberto Freddi e Alessandro Biasibetti) e di altri tre esponenti della polizia giudiziaria che lavorarono nel 2017 alla scena del delitto ma che non ho”.

Solo dopo questo confronto si capirà come e in che termini il risultato darà ragione o meno alla procura di Pavia che, forte delle altre consulenze, come la Bpa, la relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, e l’impronta 33 lasciata sul muro di casa Poggi, colloca – secondo i magistrati – Sempio sulla scena del delitto.