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Per la morte del 73enne il cui cadavere è stato trovato ieri mattina con una corda stretta attorno al collo nella sua abitazione di Messina, a Fondo Sacca, in una delle casette del progetto di rigenerazione urbana Capacity, c’è un uomo sottoposto a Indagini

È STATO ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, UN VICINO DI CASA, OVVERO L'ULTIMA PERSONA AD AVERE VISTO IN VITA LA VITTIMA VENERDÌ SERA E CHE NELLA MATTINATA DI SABATO HA RINVENUTO IL CORPO SENZA VITA DELL'ANZIANO

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Per la morte del 73enne il cui cadavere è stato trovato ieri mattina con una corda stretta attorno al collo nella sua abitazione di Messina, a Fondo Sacca, in una delle casette del progetto di rigenerazione urbana Capacity, c’è un uomo sottoposto a Indagini.

È stato iscritto nel Registro degli Indagati della Procura della Repubblica, un vicino di casa, ovvero l’ultima persona ad avere visto in vita la vittima venerdì sera e che nella mattinata di sabato ha rinvenuto il corpo senza vita dell’anziano.

La sostituta pubblico ministero dottoressa Giorgia Spiri, ha iscritto l’individuo nel Registro Generale delle Notizie di Reato con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, un atto dovuto in questo caso anche perchè martedì all’obitorio del Policlinico dovrà essere eseguita l’autopsia. Il soggetto assistito dal suo difensore l’avvocato Giovanni Calamoneri, è stato interrogato in Questura, dal magistrato.

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dagli inquirenti, il deceduto e colui che lo avrebbe scoperto esanime, avevano trascorso la serata del 26 settembre insieme a casa dell’indagato, avevano giocato a carte e poi il 73enne è tornato nella sua abitazione. Nelle ore Antimeridiane del 27 settembre, l’amico è andato a cercarlo, ha trovato la porta di casa socchiusa, è entrato ed ha trovato la salma del settantatreenne distesa per terra. Indossava maglietta e pantaloncini, ed un laccio gli era stretto alla gola.