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Per lui, denunciato per stalking dalla sua ex, il pubblico ministero aveva chiesto la misura del divieto di avvicinamento, ma il giudice l’aveva rigettata in quanto “impossibile”: il presunto molestatore e la sua vittima, infatti, vivono nello stesso condominio a due piani, lui sopra e lei sotto

COSÌ È STATO DECISO PER IL DIVIETO DI DIMORA, E CIOÈ IL PROVVEDIMENTO PIÙ SEVERO CHE VIETAVA ALL’IMPUTATO DI DIMORARE NEL COMUNE DI RESIDENZA NEL CREMONESE E DI ACCEDERVI SOLO SE AUTORIZZATO DAL GIUDICE: PER ANDREA, 49 ANNI, SONO INIZIATI CINQUE MESI DA INCUBO... È STATO COSTRETTO A LASCIARE IL SUO APPARTAMENTO IN AFFITTO, CHE DOPO AVER PERSO IL LAVORO DI AUTISTA PAGAVA GRAZIE AL REDDITO DI CITTADINANZA, E A CHIEDERE OSPITALITÀ A QUALCHE AMICO... SPESSO, IN MANCANZA DI UN DOMICILIO, HA DORMITO ANCHE IN AUTO... “E’ BRUTTISSIMO, SPECIALMENTE D’INVERNO, NON LO AUGURO NEMMENO ALLA MIA EX FIDANZATA CHE MI HA DENUNCIATO”, HA DETTO LUI

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Testo…, tratto da… www.cremonaoggi.it!

Per lui, denunciato per stalking dalla sua ex, il pubblico ministero aveva chiesto la misura del divieto di avvicinamento, ma il giudice l’aveva rigettata in quanto “impossibile”: il presunto molestatore e la sua vittima, infatti, vivono nello stesso condominio a due piani, lui sopra e lei sotto.

Così è stato deciso per il divieto di dimora, e cioè il provvedimento più severo che vietava all’imputato di dimorare nel comune di residenza nel cremonese e di accedervi solo se autorizzato dal giudice: per Andrea, 49 anni, sono iniziati cinque mesi da incubo… è stato costretto a lasciare il suo appartamento in affitto, che dopo aver perso il lavoro di autista pagava grazie al reddito di cittadinanza, e a chiedere ospitalità a qualche amico… spesso, in mancanza di un domicilio, ha dormito anche in auto… “E’ bruttissimo, specialmente d’inverno, non lo auguro nemmeno alla mia ex fidanzata che mi ha denunciato”, ha detto lui.

L’avvocato Paolo Brambilla
Quindici giorni fa il giudice gli ha revocato il divieto, e Andrea è potuto tornare nella sua casa. “Sto comunque attento a cercare di non incrociarla”, ha detto lui, che oggi, affiancato dal suo legale, l’avvocato Paolo Brambilla, è comparso davanti al giudice per l’apertura del procedimento giudiziario che lo vede imputato di stalking.

Secondo l’accusa, Andrea non avrebbe accettato la fine della relazione con la sua fidanzata, cominciando a molestarla: il 19 febbraio del 2022, dopo una discussione legata al fatto che lui avrebbe preteso di essere invitato a cena, l’avrebbe seguita con la sua auto, affiancandola e facendola sbattere con la macchina contro un marciapiede; dal maggio del 2022, inoltre lui le avrebbe inviato numerosissimi messaggi whatsapp, nei quali le avrebbe chiesto costantemente cosa stesse facendo. A luglio, dopo essere stato bloccato, le avrebbe mandato numerosissime mail moleste e minatorie, anche con riferimento alla nuova relazione di lei e facendole sapere che monitorava costantemente i suoi spostamenti. Inoltre l’avrebbe insultata in plurime occasioni, minacciandola e dicendole di avere conoscenze nei carabinieri e che eventuali sue denunce sarebbero state vane. Dal giugno del 2022 l’avrebbe pedinata quotidianamente al lavoro e poi l’avrebbe seguita fino all’abitazione del nuovo compagno, e una volta venuto a sapere che la donna lo voleva querelare, il 3 agosto del 2022 si era presentato in caserma, anticipando l’arrivo di lei con il fine di denunciarla per diffamazione. Il 10 agosto era tornato in caserma, questa volta pretendendo di sapere dagli ufficiale di polizia giudiziaria se l’ex compagna l’avesse denunciato, manifestando un atteggiamento nervoso e irascibile.

Il processo entrerà nel vivo il prossimo 29 settembre, quando verranno sentiti la presunta vittima, che non si è costituita parte civile, e altri due testimoni del pm. “Non sono uno stalker”, ha detto Andrea. “La maggior parte delle accuse non sono vere”. Si difenderà.