Articolo… tratto, da www.stampalibera.it!
Quando l’inchiesta sul Centro Nemo Sud del Policlinico “esplose” nel mondo della sanità messinese, era il maggio del 2024, fece parecchio rumore, e il quadro accusatorio era completamente diverso e molto più pesante per gli indagati: al centro i rapporti amministrativi tra il centro clinico di cure per malattie neurologiche e l’ospedale universitario “G. Martino”.
Una convenzione pubblico-privato secondo la Procura “fuorilegge” e nonostante tutto perpetuata dal 2012 fino al 2021, più volte prorogata negli anni fino alla chiusura della struttura decisa dall’allora rettore dell’Università di Messina Salvatore Cuzzocrea nel giugno del 2021.
A distanza di parecchio tempo e dopo una serie di atti intermedi – come scrive oggi il quotidiano Gazzetta del Sud – la procuratrice aggiunta Rosa Raffa e il sostituto della Dda Piero Vinci nel luglio scorso avevano chiesto il rinvio a giudizio, solo per un’ipotesi di corruzione in concorso, soltanto di due degli indagati iniziali. Ovvero il presidente della Fondazione Aurora onlus Alberto Fontana e l’ex direttore del centro clinico, il prof. Giuseppe Vita.
A questo avevano aggiunto sul piano delle responsabilità penali come persona giuridica la stessa Fondazione Aurora. Che sono assistiti dagli avvocati Bonni Candido, Elena Florio e Daniela Lauro. Adesso è ufficiale per questa inchiesta anche il passaggio successivo, cioé la fissazione dell’udienza preliminare per Fontana e Vita per il confronto accusa-difesa da parte del gup Salvatore Pugliese, che si aprirà il prossimo 4 febbraio.



