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“Questione Garlasco: Premetto che, da garantista che ritiene sia preferibile un assassino in libertà ad un innocente in carcere, in una Repubblica non fondata sull’arroganza del potere giudiziario, Alberto Stasi, sicuramente colpevole, avrebbe dovuto essere assolto… due sentenze di assoluzione sono molto più che un ragionevole dubbio”

LO RIFERISCE OGGI, IL PROFESSORE ED AVVOCATO ROMANO CARLO TAORMINA IN UN POST PUBBLICATO SULLA SUA OMONIMA PAGINA FACEBOOK

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“Questione Garlasco: Premetto che, da garantista che ritiene sia preferibile un assassino in libertà ad un innocente in carcere, in una Repubblica non fondata sull’arroganza del potere giudiziario, Alberto Stasi, sicuramente colpevole, avrebbe dovuto essere assolto… due sentenze di assoluzione sono molto più che un ragionevole dubbio”! Lo riferisce oggi, il professore ed avvocato romano Carlo Taormina in un Post pubblicato sulla sua omonima Pagina Facebook.

Taormina prosegue così:

  • “Ciò premesso, ritengo che questa inchiesta bis, ove meriti la denominazione di inchiesta, sia una autentica farsa inscenata da una compagnia di teatranti alla ricerca di effetti speciali e anche di disgustose utilità. Alberto Stasi, con un cinismo che non è assolutamente nuovo e che trasuda dalla sua ieratica immagine, forte del pietismo che ingenera la sua carcerazione ma anche della gratuita credibilità sulla quale specula, da colpevole recita la parte dell’innocente e i suoi avvocati quella di paladini di una sedicente vittima sacrificale”;
  • “Gli inquirenti recitano la parte degli inquirenti calando ogni giorno qualche asso che serve a far dimenticare la bufala propinata il giorno prima. I magistrati recitano la parte di magistrati sapientemente dando le carte per abbeverare un giornalismo d’accatto che spregevolmente veste di suggestività e di macabre narrazione fatti e circostanze accuratamente selezionati tra quelli che determinano morbosità per una opinione pubblica affamata di crimini violenti”;
  • “Andrea Sempio, che vorrebbe spaccare tutto e tutti, e farebbe bene, recita molto male la parte del filosofo e perde occasioni d’oro per risolvere tutti i problemi, che solo lui può risolvere, frenato da avvocati che recitano la parte dei difensori di un innocente ma subliminalmente fanno passare il messaggio di una sua colpevolezza evocando spiriti maligni e sicari. E va bene. Ma come stanno le cose? Bando alle patacche, l’omicidio di Chiara Poggi è un delitto d’impeto consumato in pochi attimi dentro ad uno scontro di vuoto a causali attinenti alla sfera sentimentale”;
  • “Chiara Poggi è stata uccisa perché l’assassino le attribuiva qualche colpa nell’ambito dei sentimenti. L’arma è stata trovata li a dimostrazione della estemporaneità dell’omicidio. La colpa di Chiara Poggi secondo me è Sempio e solo Stasi aveva la carica per far scontare questa colpa alla fidanzata e per questo, in uno scatto d’ira tipico di un represso come Stasi, prese il tizzone o qualche altro corpo contundente pesante e la uccise. Il dato incontestato e incontestabile che uno solo sia stato l’assassino, sacramentato dalla presenza di una unica impronta di una unica scarpa unitamente alla assenza di altre, consente di chiudere il cerchio e non ci debbono tormentare con impronte numero 33 o numero 10”;
  • “C’era Sempio sulla scena del crimine? Io penso di si e per questo dico che Sempio è il movente che si è sempre cercato e non si è mai trovato, pur essendo costantemente stato molto chiaro. Lo scontro tra Stasi e Chiara Poggi molto probabilmente è scoppiato nella violenza omicidiaria per la presenza di Sempio scoperta o già altre volte riscontrata o immaginata ed è troppo logico attribuire a Stasi la reazione per far pagare a Chiara Poggi la colpa della tresca. Non poteva essere Sempio ad uccidere Chiara Poggi alla quale non poteva attribuire colpe e poteva essere solo Stasi, perché le vedeva, poi e Chiara Poggi le aveva nei confronti di Stasi. La ricostruzione è troppo logica per non essere vera”;
  • “Sempio dovrebbe smettere di recitare una parte che per lui sta diventando molto pericolosa perche inquirenti e magistrati potrebbero incastrarlo, per poi essere assolto, per avvalorare questa vergogna di inchiesta. Non è vero che Sempio, ne Stasi non si conoscessero. Forse non si trattavano perla comunanza di interesse per Chiara Poggi, ma quella mattina erano entrambi lì, anzi Stasi arrivò dopo Sempio. Sempio deve parlare e chiarire dicendo questa che è la verità e tutto torna a posto”;
  • “Inquirenti, magistrati e compagnia bella dovranno trovare un loro giudice per gli errori che stanno consumando, per gli esibizionismi che stanno confezionando. L’intera opinione pubblica, per i soldi dei contribuenti che si stanno sperperando per produrre aria fritta. Una ultima notazione…, stia attento Stasi, perché, da condannato definitivo, rischia un pesante delitto di Calunnia per aver dato l’incipit alla inchiesta contro Sempio, che potrebbe essere stato da lui accusato di un crimine punito con l’ergastolo. Ma questo i suoi avvocati glielo avranno detto, a nulla rilevando che alla sua denunzia o segnalazione abbia fatto seguito questa poderosa quanto ridicola sceneggiata napoletana”.