“Renderemo la vita sempre più difficile ai non vaccinati perché, chi non è vaccinato, è pericoloso… punto”. Lo ha riferito ieri sera, durante la trasmissione Dimartedì, in onda su La7 dopo le 21:20 e condotta da Giovanni Floris il Sottosegretario alla Salute del Governo (guidato dal premier Mario Draghi) Pierpaolo Sileri.
La frase ha generato la reazione della giornalista reggina Manuela Iatì, che ha ribattuto: “il Sottosegretario ha pronunciato qualcosa che è di una gravità inaudita. Ha ammesso che il Green Pass è un provvedimento punitivo contro chi ha scelto di non vaccinarsi”.
Sileri ha replicato correggendo poi il tiro: “non ho detto questo. Quanto meno un non vaccinato è pericoloso per se stesso, le terapie intensive sono piene di non vaccinati. Noi dobbiamo pensare a tutelare la collettività. Il Green Pass ci ha protetto dalla quarta ondata, prima o poi sarà rimosso perché le regole si devono adattare al cambiamento della pandemia”.
A stabilire un punto fermo su tale situazione, ci ha pensato poi il professore Francesco Broccolo, docente di Microbiologia Clinica presso l’Università Milano-Bicocca, affermando: “continuare con il Green Pass significherebbe imporre ai cittadini una quarta e poi quinta dose, si arriverà al punto in cui il sistema immunitario non risponderà più dopo la somministrazione dello stesso vaccino. La strategia deve cambiare, e non lo dico io, lo dice l’Ema. L’obbligo vaccinale è stato fatto per gli Over 50, perché per i più giovani la letalità del virus è molto bassa. Il vaccino abbassa la mortalità e la possibilità di finire in terapia intensiva, ma per quanto riguarda l’infezione è molto debole, bisogna ammetterlo chiaramente. Questo si spiega in parte perché stiamo utilizzando un vaccino vecchio di due anni e in parte perché il vaccino è studiato sulla malattia. Cioè salva la vita, ma non ferma il contagio. Quindi smettiamo di dire che il non vaccinato è pericoloso, questa cosa non è vera”.



