Home Oltre Messina “Se ancora c’è un presidente del Parlamento Siciliano batta un colpo”

“Se ancora c’è un presidente del Parlamento Siciliano batta un colpo”

SI E' ESPRESSO IN TAL MODO, IN UNA NOTA ODIERNA PUBBLICATA SU FACEBOOK, IL SINDACO DI MESSINA CATENO DE LUCA

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“Ho notificato al Presidente Gianfranco Miccichè il documento contenente la -vertenza Messina- che sintetizza le angherie e le omissioni del Governo Musumeci nei confronti della città di Messina”. Lo ha riferito oggi in un testo pubblicato su Facebook il Sindaco peloritano Cateno De Luca.

De Luca ha proseguito: “se il Presidente Miccichè non intende far rispettare al governo regionale le leggi del Parlamento siciliano allora questo documento è da intendersi come preavviso di sfratto da Palazzo dei Normanni dello stesso Miccichè”.

Di seguito il contenuto della nota:

  • On.le Presidente, il 26 Giugno 2018 con il mio insediamento a Sindaco della Città di Messina si è avviato un profondo cambiamento nella gestione amministrativa e burocratica dell’Ente, un cambio di mentalità ed approccio reso possibile attraverso l’applicazione di metodologie di lavoro fondate su obiettivi e performance. Ho ereditato un comune che era sull’orlo del dissesto finanziario con oltre 440 milioni di euro di debiti accumulati, ultimo in Italia per capacità di spesa con una percentuale pari allo 0,12% con il conseguente rischio di revoca di tutti i finanziamenti assegnati. In soli 3 anni ho scongiurato il dissesto finanziario centrando tutte le previsioni del piano di riequilibrio finanziario pluriennale rimodulato, ho raggiunto la soglia del 85% di abbattimento della massa debitoria, registriamo un costante e consolidato incremento dei livelli di spesa certificati dell’Agenzia di Coesione che attestano il comune di Messina il primo in Italia per performance di spesa dei fondi PON METRO e Patto Città di Messina e, grazie ad una continua e costante azione per l’ottenimento di nuovi finanziamenti, siamo riusciti ad ottenere in 3 anni oltre un miliardo di euro per investimenti su opere pubbliche, servizi e forniture.
  • Oggi dopo tre anni di amministrazione Le posso confermare ciò che a me appare ormai evidente da tempo… la nostra efficienza e velocità si scontra quotidianamente con una diffusa miopia politica del governo regionale e con le resistenze ed inefficienze della burocrazia regionale inutilmente compulsata da costanti sforzi compiuti di dialogo e interazione con il governo regionale che si sono rivelati ad oggi vani ed infruttuosi.
  • Stare in trincea con la Regione Siciliana che tira il freno a mano mentre il Comune di Messina corre veloce è offensivo per la mia comunità e per i sacrifici sinora compiuti. Di seguito è indispensabile che anche Lei pubblicamente prenda atto con maggiore contezza delle omissioni, ritardi e silenzi del governo regionale e dei vari Dipartimenti della Regione Siciliana sui procedimenti amministrativi in cui è parte il Comune di Messina e/o la Città Metropolitana.
  • Allegato alla presente, pertanto, Le trasmetto l’elenco Omissioni e Ritardi della Regione Siciliana dal Tomo V del Resoconto del Sindaco del Comune di Messina 2021 relativi a procedimenti che comprovano l’incapacità organizzativa, la scarsa razionalità delle procedure, le resistenze a oltranza a tutela di interessi dei poteri, l’incapacità degli stessi vertici politico-istituzionali degli Assessorati di mettere ordine alle competenze e alle procedure senza semplificarle con l’inevitabile corollario di creare incertezza nei rapporti tra Enti e sui tempi di conclusione degli stessi.
  • Tali inefficienze della burocrazia regionale e della politica regionale hanno come effetto quello di frenare un’amministrazione come Messina che ha come obiettivo il virtuosismo nella spesa e rappresentano vere e proprie ragnatele artatamente create per mantenere tutto immutato e nulla cambiare magari solo per una atavica incapacità nel decidere. Nell’elenco suddiviso per materia sono indicati i singoli procedimenti “impantanati” o insabbiati nei Dipartimenti con la indicazione puntuale di normative disattese che si caratterizzano dal serbato silenzio del governo della Regione siciliana.
  • In premessa alla anzidetta elencazione è utile rammentarle altresì il contenuto integrale dell’art. 99 della L.R. di stabilità n. 8 del 2018 approvata dal Parlamento in data 08.05.2018 e passata al vaglio della Corte Costituzionale che si è pronunciata con la sentenza n. 62 del 10.04.2020 nella quale la Corte ha giudicato infondata la questione di legittimità posta dal Governo nazionale nell’impugnativa. La Legge di stabilità prevedeva che il governo regionale, entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore, avviasse le procedure per finanziare interventi a favore dei comuni siciliani mediante la modifica dei programmi operativi di attuazione della spesa dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali di coesione.
  • Nulla, purtroppo, dopo più di tre anni è accaduto. Gli impegni assunti nei confronti di tutto il territorio siciliano con la predetta Legge di Stabilità del 2018 votata dal Parlamento dal Lei presieduto sono stati disattesi dal governo regionale.
  • Ritengo che un Suo pronto interessamento presso i vertici politico-istituzionali degli Assessorati rispettivamente competenti oltre che presso i singoli Dipartimenti interessati si renda oggi necessario. In attesa di Suo Riscontro l’occasione mi è gradita per inviarLe i miei più cordiali saluti.