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“Sempre più spesso violenze ed omicidi connotano le cronache di ogni giorno suscitando preoccupazione generale: l’omicidio di Sharon Verzeni (la barista 33enne uccisa per strada a Terno d’Isola nella notte fra il 29 e il 30 luglio), in particolare si profila come una violenza senza movente”

LO SOTTOLINEA IN UNA SUA NOTA ODIERNA INVIATACI IN REDAZIONE, SILVANA PARATORE, AVVOCATO MESSINESE PROTAGONISTA DI EVENTI DI SOLIDARIETÀ IN FAVORE DI SOGGETTI 'DEBOLI' E INDIVIDUI COSIDDETTI 'SPECIALI'

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“Sempre più spesso violenze ed omicidi connotano le cronache di ogni giorno suscitando preoccupazione generale: l’omicidio di Sharon Verzeni (la barista 33enne uccisa per strada a Terno d’Isola nella notte fra il 29 e il 30 luglio), in particolare si profila come una violenza senza movente”. Lo sottolinea in una sua nota odierna inviataci in Redazione, Silvana Paratore, avvocato messinese protagonista di eventi di solidarietà in favore di soggetti ‘deboli’ e individui cosiddetti ‘speciali’!

Così prosegue il testo scritto dalla Paratore:

  • “si tratta di un atto malvagio che sfugge alla più naturale comprensione. Un assassino Moussa Sangare (31 anni) che ha ucciso per «noia», quasi per «capriccio». Una tragedia che ci induce a riflettere sul disagio mentale, sul senso di una vita ‘disordinata’ in cui taluni vegetano che obbliga Istituzioni ed Associazioni ad approfondire la conoscenza multidisciplinare dei comportamenti umani”;
  • “angoscia, frustrazione, risentimento potrebbero essere gli elementi chiave di questo delitto avvenuto in una società sempre più tecnologica e priva di un vero senso di comunità (se i due giovani, che hanno incrociato prima dell’omicidio, il futuro assassinio con un coltello in mano, avessero chiamato le Forze dell’Ordine per dare contezza di quanto visto… forse il resto non sarebbe accaduto!!). Episodi come questo mettono in crisi la sicurezza delle persone”;
  • “quel che è accaduto a Sharon Verzeni può accadere ovunque, a qualsiasi latitudine ed a chiunque un.imponderabile che evidenzia un contesto sociale in cui probabilmente anche un forte senso di esclusione alimenta gravi disturbi della personalità. Dal punto di vista sociale diviene quindi necessario domandarsi come ridurre e prevenire tragedie e violenze apparentemente senza motivo? Forse cercando di comprendere ciò che rimane incomprensibile nel comportamento umano”;
  • “dal punto di vista giuridico mi limito a citare la Sentenza della Corte di Cassazione Sez. unite n. 9163/2005 sulla Capacità di intendere e di volere e disturbi della personalità che ha disposto: ‘I disturbi della personalità possono costituire causa idonea ad escludere o grandemente scemare, in via autonoma e specifica, la capacità di intendere e di volere del soggetto agente ai fini degli artt. 88 e 89 c.p., sempre che siano di consistenza, intensità, rilevanza e gravità tali da concretamente incidere sulla stessa; invece, non assumono rilievo ai fini della imputabilità le altre anomalie caratteriali o gli stati emotivi e passionali, che non rivestano i suddetti connotati di incisività sulla capacità di autodeterminazione del soggetto agente'”!