Siamo quì anche noi, a parlare di Denise Pipitone la bambina rapita a Mazara del Vallo in Provincia di Trapani, lo 01 settembre del 2004, ma purtroppo il nostro argomentare non è di aiuto alle attività di ricerca della stessa, ormai ragazzina di 22 anni, nè alle eventuali indagini in corso per addivenire ai responsabili di una così tale atroce azione delinquenziale.
Nel caso specifico, oggi, prendiamo le difese della dottoressa Maria Angioni la ex pubblico ministero della Procura della Repubblica di Marsala che all’epoca fu la prima ad occuparsi dell’inchiesta sul sequestro della minore e che nelle settimane scorse dopo avere lavorato nel Distretto Giudiziario di Sassari ha deciso di lasciare la Magistratura trasferendosi in Tunisia.
Denunciamo, che, da mesi la Angioni è l’obiettivo di una macchina del fango che su di lei viene buttato da parte di un gruppo di persone sostenitrici accanite di Piera Maggio, la mamma della bambina. Gli accennati soggetti, contro chiunque osa pensarla diversamente da loro, su come siano potuti andare i fatti a partire da quel maledettissimo giorno di 18 anni fa, si scagliano bullizzando e stalkerizzando i poveri malcapitati fra i quali colei che è maggiormente vessata è proprio la Angioni colpevole a detta di questi personaggi di non avere fatto nulla di concreto per ritrovare la bimba.
Occorre precisare, che finora, malgrado la celebrazione di un Processo svoltosi in un dibattimento con tre gradi di Giudizio, non è stato trovato chi ha compiuto l’efferato descritto crimine.



