Testo… tratto, da… www.dire.it!
Tre carabinieri sono morti a causa di un’esplosione di una bombola di gas avvenuta stanotte alle 3.05 in un casolare a Castel d’Azzano in provincia di Verona. Secondo quanto ha riferito il procuratore di Verona, in diretta a ‘Mattino Cinque’, gli agenti si trovavano sul posto per effettuare una perquisizione dell’abitazione… dalle prime ricostruzioni, a causare lo scoppio, sarebbero stati gli stessi inquilini dell’immobile, Dino, Maria Luisa, e Franco Ramponi, tre fratelli di circa sessant’anni… tutti e tre, fermati, sono stati successivamente arrestati… sono accusati di omicidio premeditato. Nell’esplosione sono rimaste ferite anche altre 15 persone tra carabinieri, vigili del fuoco e agenti di Polizia.
PROCURATORE: AVEVO ORDINATO UNA PERQUISIZIONE NEL CASOLARE
“Io avevo ordinato una perquisizione” del casolare di Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove stanotte per una esplosione hanno perso la vita tre Carabinieri. Lo ha confermato, in diretta a Mattino 5, il procuratore di Verona, Raffaele Tito. Ha anche detto che è stato fermato anche il terzo dei tre abitanti nel casolare che sulle prime era riuscito ad allontanarsi. Le forze dell’ordine sono entrate per cercare molotov, ha specificato Tito parlando con i cronisti circa l’obiettivo dell’intervento. “Mi vengono quasi le lacrime agli occhi”, ha aggiunto.
PIANTEDOSI: TRE PERSONE SONO STATE ARRESTATE
“Le tre persone che si sono rese colpevoli di questa tragedia sono state arrestate“. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ai microfoni di Rainews 24.
“È stato arrestato anche il terzo, rintracciato dopo dai carabinieri. È stato rintracciato nella campagna di sua proprietà. Sembrerebbe che la causa di quello che è successo sia stato determinata dalla saturazione del gas volutamente posta in essere dalla donna che era presente nella casa e poi dall’innesco fatto volontariamente da questa donna. C’erano delle molotov, ma non so se siano state usate nella circostanza e quanto abbiano concorso nella deflagrazione”.
IN VENETO DECRETATI TRE GIORNI DI LUTTO REGIONALE
In seguito alla tragedia di Castel d’Azzano (Verona), il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha firmato il decreto che proclama il lutto regionale per tre giorni e per il giorno in cui saranno fissate le esequie dei Carabinieri caduti. In questi giorni su tutto il territorio veneto è previsto vengano esposte le bandiere a mezz’asta nelle sedi istituzionali. Il governatore ha dato comunicazione del decreto alla Prefettura di Venezia per la più ampia diffusione a tutte le Istituzioni.
CASOLARE ERA AD ALTO RISCHIO E SANITÀ ERA PRE-ALLERTATA
Il sistema sanitario regionale del Veneto aveva previsto, fin dalle prime ore della notte, un presidio preventivo per un’operazione ritenuta “ad alto rischio e pianificata nei dettagli dalla Questura di Verona, in collaborazione con i Carabinieri”. Lo specifica il presidente del Veneto, Luca Zaia. La complessità dell’operazione ha richiesto, già dalle 2, l’attivazione di un presidio sanitario da parte del Suem 118 dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, con la presenza in loco di un’automedica, un’ambulanza medicalizzata e una ‘base’, posizionate a distanza di sicurezza, ma operative a tutela del dispositivo.
Alle 3.05 nel momento in cui le forze speciali sono entrate nell’edificio, si è verificata l’esplosione costata la vita a tre Carabinieri. Immediatamente è stato attivato il piano di emergenza, con il dispiegamento da parte della sanità di un ulteriore mezzo di coordinamento mobile, un’ulteriore automedica, quattro ambulanze aggiuntive e tre ambulanze medicalizzate.
“Mezzi che hanno assicurato i primi soccorsi e l’ospedalizzazione dei feriti. Contestualmente è stato richiamato in servizio personale medico e infermieristico per garantire la piena operatività del sistema”, riferisce in un comunicato Zaia dopo un aggiornamento con le strutture sanitarie. I corpi dei tre Carabinieri sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco tra le macerie.
I feriti sono stati portati agli ospedali Borgo Roma (otto codici verdi) e Borgo Trento (due codici rossi, due gialli e cinque codici verdi) dell’Azienda Ospedaliera di Verona, e agli ospedali di Villafranca (cinque codici verdi e un giallo) e Negrar (un codice rosso e un verde). Si tratta di membri delle forze dell’ordine e di due degli occupanti dell’abitazione. Il terzo della casa sarebbe riuscito ad allontanarsi prima dello scoppio. I feriti sono attualmente seguiti dalle equipe mediche della Regione, con diversi gradi di gravità.
“La macchina sanitaria ha funzionato garantendo un’assistenza tempestiva, professionale e coordinata. Ai soccorritori va il mio ringraziamento per l’impegno dimostrato in un contesto difficile, con rischi rilevanti. Rinnovo il cordoglio e la più sentita vicinanza agli eroi in divisa che hanno pagato un prezzo altissimo per il loro servizio. Personalmente sono profondamente commosso per quanto accaduto e il mio pensiero va anche alle famiglie, duramente colpite da questa tragedia”, termina Zaia.



